Pubblicato il 10/02/2021, 14:04 | Scritto da La Redazione
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Italia Oggi fa i conti in tasca a Dazn. E non tornano

Italia Oggi fa i conti in tasca a Dazn. E non tornano
La nostra rassegna stampa, con gli estratti degli articoli più interessanti: la piattaforma streaming vorrebbe scalzare Sky e fare la parte del leone con i diritti Tv della Serie A. Una sfida gigantesca da 840 milioni di euro: riuscirà?

L’offerta di Dazn per i diritti tv della Serie A alla prova del modello di business

Italia Oggi, pagina 19, di Claudio Plazzotta.

Gli abbonati di Dazn in Italia si collocano in una forbice tra gli 1,5 e gli 1,9 milioni. Sono ovviamente stime, poiché l’over the top dello sport non diffonde pubblicamente i suoi dati. Ponendo che gli abbonati siano realmente 1,9 milioni, e che tutti paghino l’abbonamento al prezzo pieno di 9,99 al mese o 99,99 euro all’anno (ma ovviamente non è così, soprattutto per i clienti che vedono Dazn a prezzo scontato attraverso la piattaforma Sky, e che sono oltre il 50% degli abbonati a Dazn), si può quindi ipotizzare che Dazn in Italia incassi circa 190 milioni di euro all’anno, a cui aggiungere qualche milione di euro dalla raccolta pubblicitaria. Al momento, tuttavia, Dazn paga 193 milioni di euro all’anno per i diritti relativi alle tre partite su dieci di Serie A di calcio per ogni turno, cui sommare i 22 milioni all’anno per la Serie B, e poi i circa 15 milioni di euro per la Liga spagnola, e via via aggiungendo altri costi, di diritti tv, produzione, gestione della piattaforma, consulenze giornalistiche, talent, marketing, pubblicità, per un totale di costi che supera di gran lunga i 250 milioni di euro all’anno.

Per cui, già con l’attuale modello di business, Dazn perde in Italia oltre 50 milioni di euro all’anno. Come potrà mai permettersi di spendere 840 milioni di euro all’anno solo per i diritti esclusivi di sette partite su dieci di Serie A, cui sommare i diritti non esclusivi per le altre tre? A quel punto i costi annui raggiungerebbero un miliardo di euro. Per coprirli sarebbero necessari 10 milioni di abbonati a 100 euro all’anno (impossibile), oppure 5 milioni di abbonati a 200 euro l’anno (16,6 euro al mese), che potrebbe anche essere plausibile. Supponendo, però, che il mercato italiano abbia la flessibilità e la dinamicità sufficienti, e che gli appassionati italiani di calcio, dal giugno 2021, cominciassero ad abbandonare in massa Sky, scegliendo quasi esclusivamente la piattaforma streaming, puntando su Dazn per la Serie A e su Mediaset e Amazon per la Champions League (Mediaset, peraltro, piccola notazione margine, esce dalla asta Champions League con un capolavoro strategico che ricorda i tempi del digitale terrestre, quando il Biscione si aggiudicava i match di Serie A delle migliori otto squadre del campionato, quindi gli incontri più interessanti e visti in tv, pagando un terzo rispetto a Sky. Nell’asta Champions League 2021-2024 Mediaset ha acquistato i diritti sulle stesse partite che trasmetterà Sky, ma li ha pagati meno della metà.

Sostenere le perdite

Tornando a Dazn, certo, l’azionista a monte di Dazn Group, ovvero Access Industries di Leonard Blavatnik, ha la forza finanziaria per sostenere questo sforzo. Ma raddoppiare (o anche triplicare) i prezzi e accrescere gli abbonati in modo massiccio non sarà così automatico, soprattutto in un mercato depresso come quello colpito dalla pandemia. Si tratterà, cioè, di continuare a coprire perdite ancora per qualche tempo, con forti rischi sul fronte cassa e sul fronte liquidità. E si vede come anche ipotetici colossi alla Suning, se messi di fronte a problemi di liquidità, tirino subito i remi in barca e provvedano a uscire rapidamente dai business non strategici (in questo caso, l’Inter).

Peraltro il 2020 di Dazn Group è stato un anno drammatico a livello internazionale, senza sport dal vivo per molti mesi, con abbonati in fuga nella prima metà dell’anno, e una pressione finanziaria che ha portato la società a tagliare posti di lavoro negli Usa e in Brasile, e a cercare sul mercato finanziamenti per un miliardo di dollari, in grado di sostenere i piani espansivi in tutto il mondo dove, al momento, Dazn conta su circa otto milioni di abbonati.

 

(Nell’immagine il logo di Dazn)