Pubblicato il 26/05/2021, 19:02 | Scritto da La Redazione
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Marco Liorni: Sogno una prima serata che scardini i meccanismi usuali

Marco Liorni: Sogno una prima serata che scardini i meccanismi usuali
La nostra rassegna stampa, con gli estratti degli articoli più interessanti: il conduttore a giugno condurrà “Reazione a catena”, il game show di fascia preserale di Rai1.

Marco Liorni: «La tv generalista una riserva indiana di rispetto»

La Repubblica, pagina 33, di Silvia Fumarola.

Ha lo stile dei conduttori che entravano nelle case chiedendo permesso. «Per me è così» dice Marco Liorni, il sabato pomeriggio protagonista su Rai1 con ItaliaSì!, “lo speaker’s corner” del servizio pubblico confermato anche la prossima stagione. Dal 7 giugno sarà alla guida del quiz preserale di Rai1 Reazione a catena. Discreto, nemico degli eccessi, 55 anni, tre figli, ha esordito nel 1996 a Verissimo, ha fatto l’inviato del Grande Fratello. Dal 2009 è in Rai.

Che stagione è stata?
«Molto faticosa, soprattutto quando abbiamo dovuto ripensare cosa fosse giusto proporre il sabato pomeriggio. ItaliaSì! è sempre stato uno show leggero, con la pandemia ci siamo riconvertiti, ma non volevamo fare Telecovid. I ragazzi incarnano la speranza, l’inventiva e la resilienza: li abbiamo raccontati».
Ha l’aria del bravo ragazzo rassicurante: è sempre così?
«Specie in tv è fondamentale come si fanno le cose: il sabato pomeriggio entri in un punta di piedi. I miei genitori mi hanno insegnato l’importanza del contesto. Sono perbene, ma non perbenista, mi piace il confronto».
Che facevano i suoi?
«Mio padre disegnava fumetti e commerciava con fumetti, ha portato in Italia Braccio di ferro, L’uomo mascherato, Rip Kirby, mamma casalinga».

Tra piattaforme e nuovi linguaggi, lei è visto come il simbolo della tv generalista.
«Evviva. Piuttosto che parlarsi addosso e strillare, la mia è una piccola riserva indiana di rispetto. Se non ascolti l’altro non si fa un passo avanti, gonfiamo il nostro ego senza andare da nessuna parte. La tv generalista durante la pandemia è stata un punto di riferimento per milioni di italiani».
Passioni?
«Il guaio – o la fortuna – è che la mia passione è il lavoro; da ragazzino fingevo di fare la radio».
Modelli?
«Ammiravo Corrado, Enzo Tortora, quando sono cresciuto un po’ c’era Mino Damato. Con l’esplosione del Grande Fratello in tv è cambiato tutto, oggi con i social tutti si sentono protagonisti. La tecnologia incide su quello che succede».
Non sogna la prima serata?
«Il sogno nel cassetto è il cambiamento, l’aggregazione multiculturale, qualcosa che ci unisca. Ho l’ambizione di arrivare alla prima serata con qualcosa che scardini i meccanismi usuali, com’è successo col Grande Fratello».
(Continua su La Repubblica)

 

(Nella foto Marco Liorni)