Pubblicato il 05/05/2021, 19:05 | Scritto da La Redazione

Michele Santoro: La Rai è una palude senza speranza

Michele Santoro: La Rai è una palude senza speranza
La nostra rassegna stampa, con gli estratti degli articoli più interessanti: corteggiato da La7, ma con un pensiero costante alla Rai, il giornalista parla del caso Fedez.

Michele Santoro: «La Rai è una palude. Fedez ha fatto bene a criticare il potere»

La Stampa, pagina 11, di Maria Berlinguer.

«Michele chi?», è tornato. E ha fatto rumore. Dopo anni di silenzio Santoro è riapparso su La7 per presentare il suo ultimo libro, Nient’altro che la verità (Marsilio). Un preludio al rientro in video? Andrea Salerno, direttore della rete di Urbano Cairo, vorrebbe averlo nella sua scuderia e non ne fa mistero. Ma Santoro per ora si sottrae. E intanto parla di Rai, politica e governo.

La sinistra ha trovato in Fedez un nuovo eroe. Dopo i comici tocca adesso agli influencer?
«Polemiche ridicole. Fedez ha posto una domanda alla quale tutti noi dobbiamo dare una risposta: “Io posso? Posso dire quello che ho deciso di dire?”. Ha fatto quello che in tutto il mondo fanno artisti, attori, giocatori di basket: contrastare il potere. La sinistra e il Movimento 5 stelle avrebbero dovuto dare risposte a questa domanda ben prima del suo intervento, invece di normalizzare la Rai assoggettandola al pensiero unico. Oggi non c’è neanche bisogno di esercitare censure, perché tutto quello che si produce è già stato pensato per accontentare chi governa il network. Per non parlare della telefonata con la dirigente Rai, la perfetta fotografia della situazione. Lui che chiede “io posso…?” e lei che non sa che pesci prendere».
In che senso?
«La soglia dello scandalo è bassissima. Pur di far accettare le loro proposte tutti si adattano per sopravvivere in questa palude. La Rai un tempo produceva La Piovra che generava nel Paese reazioni, insurrezioni dei politici, gli speciali di Enzo Biagi. Oggi il massimo di discussione che riesce a generare è se il commissario Montalbano ha fatto bene o ha fatto male a lasciare in quella maniera la sua compagna».
Cosa pensa del ddl Zan?
«Penso che vada approvato con urgenza per riconoscere i diritti di tutti, ma che ci sia la necessità di approfondire aspetti che hanno suscitato perplessità anche all’interno di forze sociali simili».

Quando è iniziata la deriva della Rai?
«Con Berlusconi. È lui che porta avanti la depoliticizzazione del servizio pubblico e impone la logica dei target. Per ragioni di costi sparisce la seconda serata, la fascia nella quale si poteva approfondire e sperimentare. C’è stato un tempo nel quale erano contemporaneamente in onda Lerner, Minoli e Vespa. E gli ascolti arrivavano anche al 70 per cento. Si è scelto di ridurre l’approfondimento a uno solo e la Rai ha perso il primato. La prima vittima è stata Rai2, la rete di Annozero, quella che ha lanciato Arbore e Benigni. È diventata una rete, si fa per dire, per giovani, che importa solo format dall’estero con società appena nate. La Rai dovrebbe inventarli i format e non comprarli. È avvolta da nebbia conformistica con dirigenti che non sono in grado di inventare programmi, sono lottizzati, ma non hanno una visione del mondo e si circondano di famigli e clientele».
Beh, la lottizzazione non inizia certo oggi.
«Quando è nata Rai2 era la rete laica, alternativa alla rete cattolica e per famiglie, con Rai3 si è dato spazio a un tipo di pubblico, quello “comunista”, che prima non aveva rappresentanza. Oggi chi sono i funzionari che gestiscono la produzione culturale? Mediocri per assecondare i mediocri che li dirigono. E la struttura super clientelare si è aggravata con la pandemia».
Sembra che Draghi aspetterà la scadenza del Cda, a giugno.
«Dice di avere altre cose a cui pensare. Draghi è un grande uomo, ma se non capisce che la cultura è più importante della finanza per la ripresa beh non ci siamo. Non vorrei trovarmi con un uovo di Pasqua con dentro una catenina fasulla e tutta la stampa che grida alla meraviglia».
Si aspetta di essere richiamato a viale Mazzini, magari in un ruolo di vertice?
«Se Salini ha fatto l’amministratore delegato io posso fare l’astronauta su Marte. Il problema non è Santoro, che è fuori, ma perché non hanno chiamato Crozza a fare satira politica. Benedetto Fedez che ha smosso la palude. Una palude che anche i 5 stelle hanno contribuito a creare».

 

(Nella foto Michele Santoro)