Pubblicato il 08/04/2021, 15:04 | Scritto da La Redazione

Gay, misogino e morto di AIDS? I figli di Muccioli querelano Netflix

Gay, misogino e morto di AIDS? I figli di Muccioli querelano Netflix
La nostra rassegna stampa, con gli estratti degli articoli più interessanti: coda in tribunale per “SanPa”. «La serie diffama al di là di ogni legittima opinione la vita e l'operato di Vincenzo, l'immagine e la memoria di una persona scomparsa, un grande padre e un uomo che ha dedicato la sua esistenza al Bene, violando altresì i più elementari principi di privacy», dicono gli avvocati della famiglia.

SanPa, i Muccioli querelano Netflix

Avvenire, pagina 16, di V.D.

Finirà in tribunale la serie SanPa. Luci e tenebre a San Patrignano firmata da Netflix, che tanto ha fatto parlare di sé negli ultimi mesi dopo le molte reazioni sollevate dal mondo delle comunità, e in particolare di quella sulle colline di Rimini. Andrea e Giacomo Muccioli, figli del fondatore Vincenzo, hanno querelato il colosso americano dell’intrattenimento on demand per diffamazione aggravata. La serie, lo ricordiamo, è stata resa disponibile dallo scorso dicembre sulla piattaforma, rimanendo per diverse settimane tra le 10 più viste in Italia. Lunghi spezzoni di video originali degli anni Ottanta e Novanta, interviste ad amici e ragazzi della comunità di recupero per tossicodipendenti di Coriano dai primi anni fino alla morte del suo fondatore, Vincenzo Muccioli.

Cinque puntate con la classica tensione narrativa della fiction, che esplorano la vita di quegli anni anche attraverso intense interviste di repertorio a Vincenzo, commentate anni più tardi dal figlio Andrea. Una serie che voleva essere «obiettiva» nell’idea dei produttori Netflix e che subito aveva indispettito la comunità e i suoi sostenitori, certi che si fosse fatta un’operazione mediatica «miope», che in alcun modo rappresentava la storia della comunità nel suo complesso.

La querela

I Muccioli, che la ritengono «non vera», ora sono passati all’attacco. «I figli del fondatore di SanPa lamentano, innanzitutto, come, all’interno della docuserie, Vincenzo Muccioli venga indicato come misogino e omosessuale», spiegano gli avvocati Alessandro Catrani e Francesca Lotti. «La causa della sua morte, inoltre, viene attribuita all’Aids – precisano i legali -, ovvero ad un’infezione da Hiv contratta a causa del suo stile di vita e dei suoi comportamenti privati. I familiari rilevano che nessuna di tali affermazioni, indiscrezioni, pettegolezzi, presentati a milioni di persone, è vera. Quindi ne lamentano la assoluta falsità».

Di più, secondo i figli di Muccioli la serie diffama «al di là di ogni legittima opinione la vita e l’operato di Vincenzo Muccioli, l’immagine e la memoria di una persona scomparsa, un grande padre ed un uomo che ha dedicato la sua esistenza al Bene, violando altresì i più elementari principi di privacy».

 

(Nella foto Vincenzo Muccioli)