Pubblicato il 20/05/2019, 19:32 | Scritto da Andrea Amato
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Fiorello-Rai: come si può criticare lo showman pur di andare contro il Governo?

Fiorello-Rai: come si può criticare lo showman pur di andare contro il Governo?
La dialettica politica invade ogni giorno la tv di Stato e sempre in maniera illogica. L’ultimo caso riguarda i giornali vicini al centrosinistra, che pur di criticare i gialloverdi sostengono che non sia una buona idea riportare Fiorello in viale Mazzini.

L’insensatezza di criticare l’accordo Fiorello-Rai

Che la Rai sia invasa dalla politica è dimostrato anche dalla vicenda Fiorello. Nei giorni scorsi l’amministratore delegato Fabrizio Salini ha parlato di una trattativa con Fiorello, per un progetto multipiattaforma da costruire intorno a RaiPlay. Bene, da quel momento è partito il tiro al piccione contro lo showman siciliano, fino a ieri idolatrato da tutti e oggi messo in discussione. Perché? Per una questione politica: pur di sparare contro il governo giallo-verde non si fanno prigionieri. Neanche Fiorello.

In un Paese civile, la tv di Stato dovrebbe pensare solo al servizio pubblico e a fare prodotti di qualità. E se chi è al Governo non dovrebbe usare la tv pubblica come megafono di propaganda, o per scambi clientelari, tanto chi è all’opposizione non dovrebbe criticare in maniera cieca, negando l’evidenza.

Il progetto RaiPlay

Ora, contestare l’operazione Fiorello in Rai solo per opportunità politica è da matti. Fiorello è una risorsa artistica di primo piano, uno dei pochi che ancora muove audience, e pensare di realizzare un progetto per sviluppare un’eccellenza di viale Mazzini, RaiPlay, proiettata verso il futuro e in competizione con i grandi player OTT (Netflix in primis), è un’ottima idea. A prescindere da chi l’ha partorita e questo dovrebbe essere indiscutibile.

Da anni noi di TvZoom sosteniamo che l’imbarbarimento della dialettica politica in Italia stia uccidendo quella che era la prima azienda culturale del Paese. E non si capisce come quelli che difendono il cachet di Fabio Fazio, sostenendo a ragione che il prezzo lo fa il mercato, poi usino lo stesso argomento per criticare Fiorello.

Non smetteremo mai di ripeterlo: serve una riforma profonda e rigorosa sulla governance della Rai, una rivoluzione che tenga lontano la politica dalle scelte editoriali e artistiche. Questa è l’unica vera battaglia di civiltà per viale Mazzini.

 

Twitter@AndreaAAmato

 

(Nella foto Fiorello e Fabio Fazio)