Pubblicato il 10/12/2018, 17:02 | Scritto da Tiziana Leone

Mentre il mondo discute sulla tragedia di Corinaldo, Calcutta porta la semplicità di un concerto-evento al cinema

Mentre il mondo discute sulla tragedia di Corinaldo, Calcutta porta la semplicità di un concerto-evento al cinema
ll concerto dell'artista all'Arena di Verona diventa un film-evento, Calcutta - Tutti in piedi, tre giorni in sala da oggi al 12 dicembre con Lucky Red.

La prima volta di un artista indipendente in un’arena, dove solitamente risuonano le note dell’Aida, di Baglioni, Zucchero o Bocelli

Mentre fuori, nel mondo, va in scena l’ultima polemica, se la colpa sia di Sfera Ebbasta, dei ragazzini che lo seguono, delle mamme che li accompagnano, degli organizzatori che lucrano, delle porte che non si aprono, delle balaustre che cadono, al cinema da oggi, per tre giorni, va in scena la semplicità di Calcutta.

Il suo film-evento, Calcutta- Tutti in piedi, prodotto da Lucky Red, con la regia di Giorgio Testi, è tratto dal concerto che l’artista di Latina ha tenuto all’Arena di Verona la scorsa estate, di fronte a tredicimila persone.

I duetti

Calcutta canta, da solo e in duetti con gli amici Francesca Michielin e Brunori Sas, ogni tanto concede un break pubblicitario in punta di ironia per l’Acqua Parda, ovviamente “sponsorizzata” dal giornalista Pierluigi Pardo, mentre dietro di lui, tra video e cortometraggi, scorrono le immagini tratte dalle chat del suo cellulare.

Un concerto che ha il sapore dell’home made, ma nel tempio sacro della musica lirica e pop, la prima volta di un artista indipendente in un’arena dove solitamente riecheggiano le note dell’Aida, della Traviata di Baglioni,  Bocelli, Zucchero o Jovanotti.  Stavolta c’è “solo” Calcutta, il ragazzo che all’anagrafe fa Edoardo D’Erme, celebrato dalla sua Tachipirina 500 che se ne prendi due diventa mille, capace di cantare senza gridare, di chiedere venia per un errore commesso su un palco, dove non sa ancora bene cosa ci sta a fare.

Nelle sale fino a mercoledì

Calcutta con il suo film, nelle sale fino a mercoledì, smonta il teorema di tutti i soloni che considerano i giovani cantanti del momento, dalla trap al rap, la causa di tutti i nostri mali. Forse invece sono semplicemente l’espressione di una società, fatta di ragazzini che vanno a scuola, fanno sport, studiano, chattano, falsificano il registro elettronico, non studiano, si fanno le canne, vanno ai concerti di Calcutta, alla Scala di Milano, ai dj set di Achille Lauro, al concerto di Baglioni con la mamma, alle serate di Sfera Ebbasta, hanno  famiglie allargate, genitori divorziati, famiglie perfette,  padri carcerati, madri a caccia di selfie, fratelli, sorelle, cugini. Il mondo degli adolescenti. Non l’hanno inventato Calcutta o Sfera Ebbasta.

Tiziana Leone

 

(Nella foto Calcutta)