Pubblicato il 01/10/2018, 12:03 | Scritto da F. Canzonettari

Claudio Baglioni e i Giovani a Sanremo: a me pare una furbata

Claudio Baglioni e i Giovani a Sanremo: a me pare una furbata
Il regolamento della selezione delle Nuove Proposte per il Festival, creato per valorizzare i giovani talenti, in realtà li relega alla provincia dell’impero.

Sanremo Giovani andrà in onda a dicembre

Sento e leggo in giro grande entusiasmo per le innovazioni proposte dal direttore artistico recidivo del Festival di Sanremo, Claudio Baglioni, che quest’anno s’è inventato un modo per tagliare del 75% la presenza di artisti giovani al Festival, ma l’ha spacciato per un miglioramento epocale. Non me lo spiego, se non con la supina adorazione dei giornaloni per Baglioni, «salvatore della patria» lo scorso anno con gli ascolti della manifestazione.

Vediamo un po’. Un anno fa, in gara al Festival c’erano otto Giovani, sei provenienti dalla selezione delle proposte delle case discografiche, due provenienti da Area Sanremo («l’unico concorso che porta due giovani emergenti al Festival», ma adesso sarebbe meglio dire «portava»).

Quest’anno, la rivoluzione baglioniana prevede che due giovani partecipino al Festival in competizione diretta con i cosiddetti Big, e che quindi possano addirittura aspirare a vincere il Festival (roba già vista in passato, per esempio nel 1998, quando Annalisa Minetti, vincitrice della gara dei Giovani, nell’ultima serata gareggiò, vincendo, nella sezione Big).

Ora, questi due Giovani saranno scelti fra 24 che si esibiranno nel corso di una specie di Anteprima dei Festival, che si svolgerà a dicembre. Non so come la chiameranno, ma il tentativo è quello di far credere che sarà una trasmissione televisiva importante e molto seguita. Funzionerà così: quattro puntate in preserale, con la presentazione dei Giovani, presumibilmente sei per puntata, e due eliminatorie finali in prima serata dalle quali usciranno due vincitori, che poi parteciperanno al Festival “vero”, quello di febbraio.

A voi sembra un miglioramento? A me francamente no. Ce lo dirà Auditel, ma ho forti dubbi che le due serate di dicembre raggiungeranno risultati di ascolto lontanamente paragonabili a quelli delle serate del Festival “vero” di febbraio. Oh, certo, per ognuno dei concorrenti si prospettano due “passaggi” su Ra1, ma uno dei due è in preserale, l’altro in prima serata, ma a dicembre, dal 17 al 21. E alla fine, appunto, in gara al Festival “vero” saranno solo due giovani (giovani si fa per dire: il limite di età è a 36 anni).

Ah, sicuro, i due giovani avranno addirittura la possibilità di vincere il Festival; roba successa appunto con la Minetti, ma in altri tempi e con altri metodi di votazione.

Eppure, dicevo, sembrano tutti contentissimi, case discografiche e giornaloni. D’altra parte, come si fa a mettersi contro Baglioni, che dopo essersi autodefinito «dittatore artistico» sembra aver cominciato a crederlo sul serio: fra un po’ nominerà senatore la sua automobile, come Caligola il suo cavallo?).

Quel che proprio non riesco a spiegarmi è con quali equilibrismi giustificherà la propria esistenza in vita Area Sanremo. Il concorso, per quanto pasticciato, poco qualificato e pochissimo benvoluto dalla Rai, di riffa o di raffa aveva la sua ragion d’essere proprio perché portava due partecipanti direttamente in gara al Festival (nella sezione Giovani).

Quest’anno, i sei finalisti di Area Sanremo entreranno nel gruppone dei 24 – cioè ne costituiranno il 25%, come prevede il regolamento della manifestazione. Ma un conto è il 25% di otto (o dieci) concorrenti in gara nella sezione giovani, cioè portati a esibirsi durante il Festival “vero” – per quanto in orari infelici: o dopo mezzanotte, o all’inizio del Festival, quando il grosso del pubblico è ancora su qualche altra rete, sapendo che ci sono in gara i giovani. Un altro conto è il 25% di 24 (ma saranno di più, scommettiamo? E quelli di Area Sanremo rimarranno sei), due soli dei quali approderanno al Festival, senza nessuna garanzia che almeno uno dei due arrivi al traguardo finale (anzi!).

Quindi, Area Sanremo dovrà cambiare claim: non più «l’unico concorso che porta due giovani emergenti al Festival» – dicitura che infatti è sparita dalla pagina di Area Sanremo – ma un’altra cosa diversa (se riuscite a capire cosa dall’articolo 2 del regolamento, che trovate qui e che infatti è stato modificato in corsa e ora risulta incomprensibile – c’è una virgola di troppo dopo “concorreranno”).

Insomma: a me questa “rivoluzione” non sembra così a favore dei giovani come cercano di vendercela. Ma magari sono io che sono diventato stupido. Lo scopriremo solo vivendo, come scrisse il Poeta e Presidente della Siae.

 

F. Canzonettari

 

(Nella foto Claudio Baglioni e Michelle Hunziker premiano Ultimo, vincitore Sanremo Giovani 2018)