Pubblicato il 26/07/2018, 12:04 | Scritto da Andrea Amato

Nomine Rai: basterebbe poco per non fare la solita figuraccia

Nomine Rai: basterebbe poco per non fare la solita figuraccia
In attesa di conoscere chi guiderà la tv di Stato nei prossimi anni, noi di TVZoom ci permettiamo di suggerire una via semplice per portarla nel terzo millennio.

Ecco come dovrebbe cambiare la Rai

La speranza di vedere cambiamenti in Rai, dai vari “Governi del cambiamento”, ormai è svanita. È evidente che anche questo esecutivo sta facendo il tradizionale assalto alla diligenza, perché l’occasione di occupare un centro di potere e controllo come la tv di Stato è troppo ghiotta. Sono quindi pronto a scommettere che tutto rimarrà così com’è: un inutile carrozzone, con una struttura anacronistica.

La Rai, invece, dovrebbe avere un’anima dirigenziale al passo con i tempi, riducendo il personale, soprattutto quello manageriale, e snellendo ogni processo decisionale. Tutti i broadcaster privati, a partire da Mediaset, passando per Sky e Discovery, hanno poche figure tecniche, con una visione d’insieme, che permette di ottimizzare costi e mezzi, creando reali sinergie tra i diversi canali.

In viale Mazzini servirebbe un Presidente di garanzia, ma operativo, che gestisca i manager di prodotto. Il partito di maggioranza, il Movimento 5 Stelle, ce l’avrebbe anche in casa: Carlo Freccero. A questo risponderebbe il responsabile della struttura dedita alla produzione dell’intrattenimento, per tutti i canali, che si occupi dal Festival di Sanremo su Rai 1 al Kilimangiaro su Rai 3. Antica idea, poi abbandonata perché troppo intelligente. Dovrebbe essere una figura cresciuta nel mondo televisivo, magari da trovare internamente: avete presente Claudio Fasulo, vicedirettore di Rai 1? Oppure facendo campagna acquisti: Nils Hartmann (Sky), Alessandro Saba (Fox) o Laura Carafoli (Discovery). Un ruolo come quello ricoperto da Alessandro Salem in Mediaset.

Per l’informazione si dovrebbe attuare il mitologico progetto della newsroom, con un’unica redazione, che produca i servizi per i vari Tg delle tre reti e che curi anche i programmi d’approfondimento. Inutile dire che Milena Gabanelli sarebbe la candidata perfetta. I direttori di rete, invece, dovrebbero solo gestire il traffico, curando i palinsesti e la messa in onda dei programmi, confezionati dalle due macro strutture.

Questa è un’ipotesi di cambiamento, semplice e facile da attuare, basterebbe averne la volontà, a discapito degli appetiti di potere. Fantascienza, lo so.

 

Twitter@AndreaAAmato

 

(Nella foto la sede Rai di viale Mazzini)

 

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