Pubblicato il 28/07/2021, 19:05 | Scritto da La Redazione

Olimpiadi Tokyo, un punto di non ritorno per la Rai

Olimpiadi Tokyo, un punto di non ritorno per la Rai
La nostra rassegna stampa, con gli estratti degli articoli più interessanti: la tv di Stato ha acquisito solo 200 ore di diritti tv dei Giochi olimpici, ma nel 2021 non ha preso quelli dello streaming. Scelta perdente, che ha messo a nudo i problemi di viale Mazzini.

Viale Mazzini sconfitta olimpica

Il Fatto Quotidiano, pagina 13, di Nanni Delbecchi.

Il piglio con cui la Rai sta affrontando Tokyo 2021 pone dei problemi spazio-temporali che avrebbero suscitato l’interesse di Albert Einstein. Chi cercasse una prova definitiva della Teoria della Relatività, potrebbe trovarla nelle fallimentari scelte strategiche fatte dal nostro servizio pubblico. Cominciamo col dire che queste Olimpiadi antelucane, mattutine e pomeridiane sono di per sé qualcosa di insolito, ai confini della realtà e della relatività. Tra le dune dei desertificati palinsesti estivi, le Olimpiadi appaiono come miraggi su Rai2, che negli ultimi tempi era stata data per dispersa. Ma dei miraggi ci si può fidare solo nel deserto. La maratona salta di palo in frasca per forza di cose, e solo una certezza resta salda: quando c’è da andare in trasferta, i mezzibusti di Rai Sport sono da medaglia d’oro, le truppe microfonate sono scese in massa galvanizzate dall’effetto Festival di Sanremo; niente pubblico all’Olimpic Stadium come al Teatro Ariston, ma con Federica Pellegrini al posto di Orietta Berti. Insomma, tradizione di ferro.

Due uniche reti via etere (Rai2 e Rai Sport, nessun diritto streaming per Rai Play), 200 ore di gare e 200 anche tra inviati, telecronisti, redattori iridati del Tg olimpico, opinionisti, storyteller delle imprese epiche che imitano Federico Buffa, una serie di salottini serali dove Jacopo Volpi imita Jacopo Volpi. Se ci fosse ancora il monopolio, la Rai potrebbe anche passare inosservata. Ma pare che oltre al passato esistano anche il presente, e perfino il futuro.
(Continua su Il Fatto Quotidiano)