Pubblicato il 22/02/2021, 14:03 | Scritto da La Redazione
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Maurizio Costanzo: Giovanni Floris è il mio erede

Maurizio Costanzo: Giovanni Floris è il mio erede
La nostra rassegna stampa, con gli estratti degli articoli più interessanti: parte la 39 esima edizione del “Maurizio Costanzo Show” su Canale5 e il suo ideatore ripercorre gli inizi.

Maurizio Costanzo: «Non sono stanco di fare domande ma di non avere risposte»

La Repubblica, pagina 28, di Silvia Fumarola.

«La regola è semplice», dice Maurizio Costanzo, «chiedere tutto e rispondere a tutto». A 82 anni non si è stancato di fare domande, dal 17 marzo torna su Canale5 con il Maurizio Costanzo Show, è il 39esimo anno. Dal Teatro Parioli ai Lumina studios, il suo mondo è un palcoscenico dove incontra gli ospiti: politici, scrittori, attori, soubrette, registi e aspiranti famosi.

Nel 1976 inventava il talk show in Italia grazie ad Angelo Guglielmi. Come ricorda il debutto?
«Mi convocò Gugliemi. Gli risposi: “Chi fa le domande?”. Avevo paura, non avevo mai fatto tv, mai stato davanti a una telecamera. Ero autore, lavoravo alla radio. Prima ci sono stati Bontà loro, Acquario, Grand Italia. Nel 1982 è nato il Costanzo Show. C’erano sceneggiati e varietà, l’impatto del talk show fu importante. Non c’era concorrenza, la seconda puntata di Bontà loro fu vista da 11 milioni di spettatori».
Né il Maurizio Costanzo Show con tanti ospiti, né Che tempo che fa hanno lo stile dei late show americani.
«II talk al l’americana lo fanno gli americani, appunto. Noi lo facciamo all’italiana. Andai ospite da Letterman, era bravissimo. A Johnny Carson rubai l’orchestra, scattò la simpatia, ho sempre risposto a tutto. Domandare è lecito, rispondere cortesia. Sono arrivato a 4.455 puntate: se calcola ospiti e puntate vuol dire avere intervistato una cittadina».
Non è stufo di fare domande?
«No, mi sono rotto le scatole di non avere risposte».
Immaginava che il suo talk show sarebbe durato così tanto?
«No. Berlusconi dovette insistere per farmelo fare quotidiano. Gli dissi: “Silvio, è un azzardo, andiamo a sbattere contro un muro”. Aveva ragione lui. Andavamo in onda la sera e la mattina veniva replicato, un incubo, diciamo la verità. Tutte le sere era un po’ stancante però esaltante: avevo 40 anni di meno».
Sente ancora Berlusconi?
«Raramente. Lo chiamo per fargli gli auguri, gli devo molto».

Le pesa l’età?
«No. Mi pesa il Covid, meno male che mi sono vaccinato, sono più tranquillo. Ma è una sciagura».
I momenti più belli?
«Quelli col giudice Giovanni Falcone, ho la sua foto nel mio studio. Sono legatissimo alle serate antimafia con Michele Santoro. Ho intervistato varie volte Giulio Andreotti, era spiritoso, rispondeva pensando ad altro. Mi disse: “Sa che tre compagni di scuola sono diventati cardinali? Hanno fatto carriera, loro”. “Perché, lei no?”».
Che si fa con l’ospite antipatico?
«Si evita. Se si rivela odioso lo lascio perdere e vado da un altro. Più complicato quando erano solo tre. Però i peggiori sono quelli che per problemi di digestione hanno l’alito pesante, allora mi alzavo».
Capisce quando mentono?
«Ormai se ne accorge persino la sala, c’è un’abitudine al talk show che le persone capiscono subito. Però da qualche anno diminuiscono i mentitori».
II personaggio di cui va più fiero?
«Tanti: Iacchetti, Sgarbi, Mughini, Ricky Memphis, Vergassola, David Riondino».
Si sarà pentito di qualcuno.
«No. Quando è successo ho pensato che era colpa mia, perché non ero riuscito a farlo venire fuori. Amo gli ospiti. Non mi vedo ai giardinetti o a controllare lavori stradali. Però ogni volta che debutto spero in un terremoto o in un incendio, mi viene l’ansia. Non do per scontato che lo show venga bene».

È sempre affezionato alla formula dell’Uno contro tutti?
«Sì. Vorrei cominciare con Rocco Casalino».
Cosa vede in tv?
«diMartedì con Giovanni Floris, che considero un po’ il mio erede. Poi Maria (De Filippi, la moglie, ndr) a C’è posta per te perché mi piacciono le storie, Chi l’ha visto?, Quelli che il calcio. Stimo più di tutti Piero Angela e il figlio Alberto, persone che studiano. Seguo meno le serie. Amo la televisione “a pizzichetti”».
L’amica geniale diretta da suo figlio Saverio l’avrà vista.
«Quella sì. Mi ricorderò finché campo la telefonata di Christian De Sica: “È nato il nuovo neorealismo”. Mi sono emozionato».
Come definirebbe lo stile di conduzione di sua moglie?
«Algido passionale. Sembra algida e non lo è, dentro è passionale. Tiene le emozioni agli arresti domiciliari».
Chi le piace tra i nuovi personaggi?
«Vincenzo De Lucia, imitatore bravissimo. Mi piace il clima di Stasera tutto è possibile, stimo Gigi e Ross, li ho avuti ospiti e sono belle persone».
Seguirà il Festival di Sanremo?
«Sanremo è come le feste comandate. Puoi non stare con i parenti a Natale? Allo stesso modo, puoi non vedere il Festival? Ricordo Nunzio Filogamo alla radio, posso non seguire Fiorello e Amadeus? Chissene importa se non ci sarà il pubblico in sala».

 

(Nella foto Maurizio Costanzo)