Pubblicato il 15/06/2020, 11:35 | Scritto da La Redazione
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Mezza Rai con l’incubo del Covid-19

Mezza Rai con l’incubo del Covid-19
La nostra rassegna stampa, con gli estratti degli articoli più interessanti: cinque casi accertati a Saxa Rubra. E partono i test a tappeto. Ma la vicenda da sanitaria si trasforma subito in sindacale. E, addirittura, si chiede l’impossibile: abolire la privacy.

Contagio dalla clinica alla Rai: “Test e isolamento in ritardo”

Il Fatto Quotidiano, pagina 4, di Marco Pasciuti.

Secondo gli esperti della Regione, a portare il SarsCov2 nella struttura sarebbe stato un tecnico che aveva una parente ricoverata all’Istituto San Raffaele Pisana, la clinica del gruppo guidato dal deputato di Forza Italia Antonio Angelucci trasformata in un focolaio che preoccupa da giorni la Capitale e ha propaggini anche a Montopoli, nel Reatino: 109 contagi, 5 morti, migliaia di test. L’uomo l’avrebbe poi trasmesso a un parente (forse un cognato) che lavora a Rai Sport. Tra gli infetti c’è un tecnico degli studi del Tg2. Sarebbe stato contagiato da uno dei primi 3 casi registrati nella rete “all news” diretta da Antonio Di Bella al distributore di caffè della palazzina: poiché durante l’emergenza il bar era chiuso, per settimane è stato utilizzato dai dipendenti di diverse strutture. Un altro caso sarebbe stato trovato nello studio Saxa 5.

Test a tappeto

Ora l’azienda sta sottoponendo i dipendenti al test sierologico, ma chi lavora in Rai ha paura. «Il problema si è verificato nella sala regia di RaiNews dove c’è una commistione tra tecnici e giornalisti», racconta un dipendente. «Nella regia ruotano nelle 24 ore 100 persone e la squadra tecnica fatta di registi, tecnici, assistenti, operatori non ha turni fissi – racconta un’altra fonte -. Tutti lavorano con tutti». Ancora: «Sono state messe in quarantena solo 9 persone – prosegue -, i nomi indicati dal collega», risultato positivo. «Tutti gli altri che avevano fatto il turno con lui nella stessa regia hanno continuato a lavorare. Una collega che aveva lavorato per due giorni con lui, non essendo stata nominata magari per una dimenticanza, non è stata isolata anche se aveva fatto presente all’azienda il contatto».

Altro problema: le squadre tecniche lavorano in diversi studi, i turni li portano a girare tra le strutture. Ora molti chiedono di superare le rigidità sulla privacy: «L’azienda deve rendere noti al suo interno i nomi dei contagiati – afferma un altro lavoratore -, abbiamo diritto di sapere se siamo entrati in contatto con loro. La sera torniamo dalle nostre famiglie».

 

(Nella foto il centro Rai di Saxa Rubra)