Pubblicato il 05/02/2019, 17:02 | Scritto da Tiziana Leone

Teresa De Santis: Non faccio previsioni d’ascolto per Sanremo, mi limito agli scongiuri

Teresa De Santis: Non faccio previsioni d’ascolto per Sanremo, mi limito agli scongiuri
Tra previsioni del prossimo festival all'edizione numero 70 e quelle dei risultati di share, Teresa De Santis si presenta alla sua seconda conferenza stampa, accompagnata dai conduttori del prima e del dopofestival.

Nella seconda conferenza stampa e a poche ore dal via di un Festival che terminerà all’una e un quarto, Teresa De Santis, direttore di Rai1, fa gli scongiuri

Rocco Papaleo che invita la stampa alla leggerezza citando Brecht, Teresa De Santis che conferma il rapporto di stima nei confronti di Claudio Baglioni, il Festival che questa notte chiuderà all’una e un quarto e il ricordo di Fabrizio Frizzi, nel giorno del suo 61esimo compleanno.

Nella seconda conferenza stampa del Festival, aperta dall’applauso della sala stampa per Fabrizio Frizzi, che oggi avrebbe festeggiato i suoi 61 anni, va in scena il Dopofestival. Anche se le domande tornano sul conflitto di interessi di Baglioni e su scenari futuri della manifestazione che l’anno prossimo compirà 70 anni.  Definito «the dark side of Sanremo, dove accadrà di tutto» da Rocco Papaleo e Anna Foglietta, i due amici «che lavorano in questo cinema italiano un po’ crisi», il Dopofestival è l’appendice di un Sanremo che questa sera non chiuderà prima dell’una e un quarto.

La scaletta della serata

D’altronde oltre alle esibizioni dei 24 Big,  Andrea Bocelli e Giorgia duetteranno con Baglioni, Piefrancesco Favino farà una performance con Virginia Raffaele e Claudio Santamaria sarà  il quarto elemento del Quartetto Cetra, cui il cast del Festival farà un omaggio. «Sarà una situazione un po’ più rilassata, notturna, dove possiamo essere noi stessi, così come lo saranno gli artisti che verranno a trovarci – garantisce Papaleo -. Avere Anna con me è un privilegio, siamo molto legati, la sua presenza mi dà un senso di beatitudine. Con noi anche Melissa Greta Marchetto, una ragazza effervescente, naturale. Ma il grande piacere è costituito da questi ragazzi musicisti rockettari della Superband che saranno con noi ogni sera. Io sono più votato al jazz blues, ma loro mi stanno trascinando nel rock. Mi stanno un po’ scatenando, non vorrei che nessuno temesse il peggio, però fate molta attenzione perché succederanno cose clamorose».

«Saremo la parte nascosta, torbida del Festival – gli fa eco la Foglietta -.  Dove ci possiamo permettere sfumature rock and roll e un certo gusto poetico, dove gli artisti e la musica saranno centrali. Cercheremo di dire delle cose, non solo di farvele ascoltare».

Papaleo voleva partecipare al Festival

Per Papaleo, il Dopofestival è una sorta di premio di consolazione. «Sono anni che cerco di portare le mie canzoni al Festival, ma non mi hanno mai accettato. Anche quest’anno è andata così e per premio di consolazione mi hanno affidato il dopo festival non immaginando che sarebbe stato il premio più grande che potessi ricevere».

Sul palco dell’Ariston l’attore è già stato, nel Sanremo condotto con Gianni Morandi, Elisabetta Canalis e Belen Rodriguez «che fuori dal palco non mi ha mai rivolto la parola».  Considera il Festival «come una questione di Stato» e invita la stampa a «prenderla con più leggerezza», citando una poesia di Brecht.

Politica e Sanremo

Molte canzoni in gara trattano temi della nostra società attuale: si canta “la politica”, senza necessariamente fare nomi e cognomi o parlare di migranti.

«Il tema degli sbarchi è ormai un luogo comune ricorrente – spiega Teresa De Santis, direttore di Rai1 -. Potrebbe anche diventare il titolo di una trasmissione del sabato sera.  Vengo da una tradizione giornalistica in cui mi è stato insegnato che la politica è l’arte fondante dell’esistenza. Molti hanno cercato di ritrovare un tentativo di non far parlare il Festival di politica, ma cantare e raccontare i drammi personali vuol dire esprimere la politica che non si racchiude nei partiti, ma in altri ruoli della società. Non considero questo un festival anestetizzato. Ho detto che l’ho ereditato, con gioia, e nel rispetto del lavoro nei confronti di chi mi ha preceduto. Se chi governa il paese dovesse trovare negatività in quello che si esprime nel festival, sbaglierebbe, ma non credo ci sia questa mancanza di intelligenza. Siamo in una fase politica complessa, di grande transizione, è importante l’analisi della fase per capire da dove veniamo e dove andiamo e questo festival aiuta anche a questo».

Previsioni di ascolto e scenari futuri

Quanto a previsioni di ascolto, il direttore di Raiuno, che smentisce categoricamente qualsiasi ipotesi di litigio con Baglioni che qualcuno aveva ipotizzato quasi dimissionario «ipotesi mai esistita», preferisce affidarsi agli scongiuri.

«È chiaro che ci aspettiamo un certo risultato, così come se lo aspettano gli sponsor. Faccio tutti gli scongiuri del caso con gesti non visibili ,perché non sarebbero consoni a una signora». Quanto al Festival numero 70, non c’è alcuna ipotesi in campo. «Mi piacerebbe che fosse un’edizione corale», si limita ad affermare la De Santis.

 

Tiziana Leone

 

(Nelle foto il cast di Sanremo e la De Santis)