Pubblicato il 26/06/2018, 17:04 | Scritto da Tiziana Leone

Palinsesti Rai: un anno fa Mario Orfeo difendeva Fabio Fazio, domani difenderà la sua poltrona

Palinsesti Rai: un anno fa Mario Orfeo difendeva Fabio Fazio, domani difenderà la sua poltrona
Dodici mesi fa c'erano le polemiche Fabio Fazio e Massimo Giletti. E per il direttore generale, in una Rai ancora renziana, fece una lunga difesa. Quest'anno, invece, ci sono i Baglioni e i Fiorello, in una Rai leghista e grillina.

Domani negli studi Rai di via Mecenate a Milano il direttore generale della Rai, Mario Orfeo, presenterà a stampa e pubblicitari i palinsesti del prossimo autunno

Lo scorso anno era arrivato a Milano, appena eletto direttore generale, con i pugni stretti e i guantoni. In tenuta da difesa. Per spiegare a giornalisti e pubblicitari che portare Fabio Fazio su Rai 1, con un contratto milionario, era una scelta vincente.  Ma i guantoni gli servirono per difendersi anche dalle accese polemiche sull’addio di Massimo Giletti, messo alla porta dopo anni de L’Arena.  Battuta pronta, dati alla mano, il direttore generale della Rai, Mario Orfeo si difese attaccando, spiegando a tutti che a Giletti era stato offerto il sabato sera e lui se n’era andato. Per sua scelta. Quanto a Fazio era una decisione «vantaggiosa in termini economici per la Rai».

C’era anche l’incertezza Alberto Angela, indeciso se passare alla concorrenza con tutto il suo carico di punti di share. Ma Angela, a differenza di Giletti, scelse di restare. A Orfeo poi bastò buttare lì il nome di Roberto Benigni per una serata evento su Rai 1, che stiamo ancora aspettando, per togliersi i guantoni e sorridere al suo futuro in una Rai piena di renziani e partigiani. Quest’anno il direttore generale Mario Orfeo arriva con il sorriso a metà, di chi sa che dovrà lasciare una poltrona da cui ha comandato e deciso, stabilito tutto: perché in questa stagione non c’è stata scelta che non sia passata sulla sua scrivania.

Decide Orfeo, è stato il mantra che in tanti si sono sentiti dire prima dell’approvazione definitiva di un programma, un conduttore, un contratto, persino una scenografia. Un anno fa era la Rai di Renzi, che si faceva bella all’Università di Milano, tempio della cultura e di una certa sinistra. Quest’anno è la Rai dei grillini e dei Salvini, che si presenta nei suoi studi di via Mecenate perché non è più tempo di una certa intellighenzia.

Eppure, nonostante sia in uscita, stavolta Orfeo non avrà bisogno di guantoni. Non avrà un Fazio o un Giletti da giustificare, ma un Baglioni da incensare e un Fiorello forse ancora da convincere. Angela è già tutto suo e su Rai 1, e con lui Bocelli e Bolle. Arte e cultura: parole che piacciono ai giornalisti, forse meno ai pubblicitari, che però hanno stampato sulle loro brochure patinate gli ascolti dello scorso anno. Bastano e avanzano per vendere merendine e televisioni, le auto tanto si affittano.

Poi ci sono i Conti, le Carlucci e le Clerici a garantire la quota varietà per tutti i gusti. Domani si presenterà ai palinsesti un Orfeo vincente, un Salvini della tv capace di raccogliere gli Insinna e cacciare i Giletti, di rimandare in patria le Parodi e ospitare le Venier, deciso a mostrare alla comunità televisiva che il meglio sul mercato è ancora lui.

 

Tiziana Leone

 

(Nella foto Mario Orfeo)