Pubblicato il 26/03/2018, 11:02 | Scritto da Tiziana Leone

Fabrizio Frizzi se n’è andato in piena notte. Per non disturbare

Fabrizio Frizzi se n’è andato in piena notte. Per non disturbare
Il conduttore è morto all'ospedale Sant'Andrea di Roma, in seguito a un'emorragia celebrale. Il ricordo di TvZoom di un uomo perbene.

Un uomo perbene. Disponibile. Sorridente. Simpatico. Ironico. Intelligente. Fabrizio Frizzi aveva solo 60 anni. E tanta voglia di farcela

Fabrizio Frizzi è morto intorno alle quattro di notte. Troppo signore per morire nella confusione del lunedì mattina. Troppo perbene per morire di domenica quando c’è anche l’ora legale e nessuno capisce bene che ora è. Fabrizio è morto alle quattro di notte. In silenzio. In pace. Prima che si scatenasse il rumore fragoroso dei social, della tv, delle notizie, prima dei R.I.P., dei like, delle faccette con le lacrime. Fabrizio è morto alle quattro di notte. Perché sul suo profilo WhatsApp aveva il suo piede con la scarpa da ginnastica blu, accanto a quello piccolo della sua Stella, ovviamente in sandalo rosa.

Fabrizio è morto alle quattro di notte. Perché non era tipo da foto profilo. Anche se stare con lui cinque minuti per strada significava almeno cento richieste di selfie. Tutti con il sorriso. Tutti e cento con il sorriso. Al netto di qualche battuta che sapeva fare sempre. Sempre. «Uno credeva che fossi Carlo Conti». Su cento, uno ci sta. Fabrizio è morto alle quattro di notte. Perché era diventato commendatore e non l’aveva detto a nessuno. Perché aveva donato il suo midollo osseo e l’aveva detto a qualcuno. Perché aveva ancora da condurre l’Eredità, insieme ai concorrenti che poi diventavano amici. «È proprio uno di noi». Così dicono tutti. Così è.

Fabrizio è morto alle quattro di notte. Per darci quelle due ore di tempo per realizzare, per darci il tempo per trovare un senso a questa cosa orrenda, devastante, glaciale. Fabrizio è morto alle quattro di notte. Dopo aver condotto centinaia di programmi, conosciuto migliaia di persone, sposato due donne e generato una figlia. Stella. La sua ragione di vita. Fabrizio è morto alle quattro di notte. Perché si era beccato una malattia di merda che voleva combattere, e ha provato a combattere, ma non è riuscito a combattere. Perché quella malattia di merda in molti casi vince. E questo Fabrizio lo sapeva. Perché la stessa malattia di merda si era portata via altre persone care, cui Fabrizio aveva dedicato sorrisi e gesti di affetto. Gli stessi che offriva a molti. Ma non a tutti. Perché Fabrizio, pur nella sua assoluta educazione e cortesia, sapeva distinguere chi nel fantastico mondo dorato della tv li meritava e chi no.

Fabrizio è morto alle quattro di notte. Perché chi non li ha meritati continuasse a dormire, sereno. Facciamo senza ipocrisie, no? I latini dicevano “repetita iuvant”. Fabrizio è morto alle quattro di notte. Ma al di là dei latini, e senza bisogno di interpellare Freud, il mio è solo un modo per realizzare che Fabrizio è morto.

 

Tiziana Leone

 

(Nella foto Fabrizio Frizzi)