Pubblicato il 22/09/2017, 19:30 | Scritto da Gabriele Gambini

Striscia la notizia: Antonio Ricci spara su Insinna e Mediaset

Striscia la notizia: Antonio Ricci spara su Insinna e Mediaset
Il tg satirico compie trent'anni e il suo deus ex machina presenta le novità di questa stagione, coadiuvato dagli storici conduttori Ezio Greggio ed Enzo Iacchetti e dalle nuove veline. Si parte su Canale 5 alle 20.35, da lunedì 25 settembre.

Antonio Ricci: “Confidiamo in qualche spunto satirico dalla politica, ma con un premier come Gentiloni non è facile, sembra di essere tornati ai tempi di Monti”

Antonio Ricci somiglia a uno di quei condottieri dell’antichità capaci di allestire sortite sui campi di battaglia dissimulando attacchi su due fronti col piglio serafico di chi fa dei propri mezzi un privilegio con cui gigioneggiare. Arriva nello studio di Striscia la notizia – quest’anno, il trentesimo, La voce dell’intraprendenza, da lunedì 25 settembre in access prime time su Canale 5 – accompagnato dai fedeli Ezio Greggio ed Enzo Iacchetti e, tra un birignao e una battuta, trasforma la liturgia della conferenza stampa in inchiostro fresco.

Si parte col fronte esterno. Pungolato dalle domande, commenta l’approdo di Flavio Insinna alla corte di #cartabianca, su Rai 3. Nella scorsa stagione, i fuori onda di Striscia hanno contribuito a indirizzare la carriera del nanofobico Flavio: «Pensavo a delle pene per Insinna, ma non mi aspettavo che finisse da Bianca Berlinguer. Non lo auguravo né a lui, né a Bianca. Povero lui, povera lei, povera tv pubblica. L’algido rigore della Berlinguer con l’esondante Insinna. Non mi sembra una convivenza vincente. Poi, per carità, ognuno ha le sue perversioni…».  E ancora: «Spesso, coi fuori onda, abbiamo mostrato la duplice faccia di alcuni personaggi. Il suo non era un colpo di testa, ha scientemente ripreso i responsabili di Affari Tuoi perché non erano riusciti a convincere la concorrente ad andare avanti col gioco. Quei fuori onda li avevamo da tempo ma avevamo deciso di non usarli. Poi, quando abbiamo visto che Insinna recitava la parte dell’uomo buono e gentile, abbiamo scelto di trasmetterli».

Quanto alla storica sfida con Affari Tuoi: «Paperissima Sprint ha battuto regolarmente i pacchi. Quest’anno alla stessa ora su Rai 1 ci sarà Amadeus, un amico, e con lui non sarà una sfida, del resto i nostri sono programmi molto diversi». Poi c’è il fronte interno. Anche qui, scatta qualche affondo, serafico, ma puntuale: «Siamo in ritardo sull’allestimento dei nostri social perché non me ne occupo io direttamente, se ne occupa l’azienda. Noi produciamo contenuti interessanti e potenzialmente virali, sta all’azienda valorizzarli al meglio. Il nostro sito? Anche quello spetta a Mediaset. Ora è nuovo, ma nel 2016, nella sezione “rassegna stampa”, c’erano solo due notizie».

Ezio Greggio sfrutta la sponda di Ricci per definire “tafazziana” la decisione di uscire dalla piattaforma Sky. «Se sposti il negozio dal centro a Quarto Oggiaro, devi lavorare e gridare molto di più per avere i risultati di una volta». Arriva la risposta, dorotea e distensiva, di Giancarlo Scheri, direttore di Canale 5: «Striscia ha vinto praticamente sempre, sia prima, sia dopo l’abbandono della piattaforma. Striscia è un trasmissione viva, questo consente di avere sempre ottimi ascolti. Sia con Sky, sia senza Sky. Sia con il vecchio panel, sia con il nuovo. Merito del vostro grande lavoro».

In effetti, il tg satirico compie trent’anni e si permette il lusso di non cambiare abito in virtù di un appeal classico e accattivante. Con la sigla Influencer cantata dal Gabibbo, per la prima volta orfano della sua anima storica Gero Cardarelli. Con la tradizionale alternanza nella conduzione. Si parte con Greggio e Iacchetti (dal 25 settembre al 2 dicembre), poi Greggio e Michelle Hunziker (dal 4 dicembre al 6 gennaio), Hunziker e Gerry Scotti (dall’8 gennaio al 3 febbraio), Ficarra e Picone (dal 5 febbraio al 9 giugno). «Gerry Scotti è un nostro carissimo amico, ogni volta che abbiamo avuto bisogno di lui, non si è mai tirato indietro». Confermati tutti gli inviati: da Dario Ballantini che proporrà un’inedita imitazione della ministra Fedeli, a Davide Rampello, da Jimmy Ghione a Valerio Staffelli, e poi il Bruno Vespa di Giampaolo Fabrizio, Cristiano Militello, Moreno Morello, Cristian Cocco, Stefania Petyx, di recente al centro di un’aggressione che verrà raccontata nella prima puntata, Capitan Ventosa, Edoardo Stoppa, 100% Brumotti, Antonio Casanova, Max Laudadio, Charlie Gnocchi, Luca Abete, Sergio Friscia, Cristina Gabetti, Luca Galtieri, Valeria Graci. Confermati anche i cinque inviati più giovani della squadra di Striscia: Chiara Squaglia, Rajae Bezzaz, Eugenio il Genio (Giancarlo Macorano), Pinuccio (Alessio Giannone) e Riccardo Trombetta.

Sperando che la politica riservi qualche sorpresa: «Lo speriamo vivamente, la politica è come le olive, il raccolto di anno in anno non è mai uguale. D’altra parte, è difficile fare satira con un premier come Gentiloni, sembra di essere tornati ai tempi di Mario Monti». Senza scordare le veline, nuove di zecca, ballerine professioniste pronte a sgambettare sulle suggestioni visive di Sergio Pappalettera: la mora Shaila Gatta, nata a Napoli, e la bionda Mikaela Neaze Silva, nata a Mosca da papà dell’Angola e da mamma afghana. Vive a Camogli da quando ha sei anni e sui social è stata al centro di becerume razzista confezionato da qualche hater: «Shaila, che è napoletana, è rimasta molto male perché i razzisti non se la sono presa anche con lei. Mikaela parla il cinese e il portoghese, ma la potete ascoltare mentre si esprime in un eccellente dialetto genovese», conclude Ricci, orientando stavolta le truppe di Striscia sul fronte “glocal”: cittadini del mondo, senza perdere l’occhio sul territorio.

 

Gabriele Gambini

 

(Nella foto, Antonio Ricci)