Pubblicato il 13/10/2020, 11:32 | Scritto da Andrea Amato

Allora, Giletti, fai il sindaco di Roma sì o no?

Allora, Giletti, fai il sindaco di Roma sì o no?
La nostra rassegna stampa, con gli estratti degli articoli più interessanti: dialogo tra il conduttore e un giornalista del “Foglio”. "Se fosse una ‘non’ candidatura, se fosse una fantasia, non staremmo qui a parlarne. Altro non dichiaro". Lo dici al “Foglio”? “Al momento non parlo”. E però neppure smentisci. “Interverranno altri. È giusto così”. Confermi che ti piace l’idea? “La politica è un mondo dove le persone oneste fanno difficoltà. Chi comanda dovrebbe avere davvero pieni poteri altrimenti una città, soprattutto una città come Roma, non riesci a cambiarla”.

Il conduttore sindaco

Il Foglio, pagina 4, di Carmelo Caruso.

È una “non candidatura” come la tua arena “non” è l’arena? «Se fosse una “non” candidatura, se fosse una fantasia, non staremmo qui a parlarne. Altro non dichiaro». Massimo Giletti, sindaco di Roma per il centrodestra? Dopo i grillini è la volta dei “gilettini”. Lo dici al Foglio? «Al momento non parlo». E però, neppure smentisci. «Interverranno altri. È giusto così». Dunque confermi che ci stai pensando e che la politica ti piace e che prima o poi vuoi saltarci. «La politica è un mondo dove le persone oneste fanno difficoltà. Chi comanda dovrebbe avere davvero pieni poteri altrimenti una città, soprattutto una città come Roma, non riesci a cambiarla». Non sarà con le primarie che cercheranno il prossimo candidato sindaco, ma sarà con il telecomando che sperano di scalare il Campidoglio. A destra non sognano più un city manager, ma inseguono il “conduttore sindaco”, il vip “famolo strano”, l’uomo che non copre le buche ma che “buca” lo schermo. A Giletti, ad esempio, è stato chiesto davvero («Ti andrebbe Roma?») perché lui per primo avrebbe lasciato intendere che potrebbe accettare. È già alla sua bis-candidatura.

Nei mesi scorsi stava ragionando se correre a Torino, lui che è di Biella, piemontese («Sindaco? Un giorno? Perché no?»), ma a Giorgia Meloni non dispiacerebbe se si candidasse a Roma anche perché Matteo Salvini, a Giletti, direbbe di sì: «Massimo è un amico». E infatti, prende tempo, gli piace la lusinga che aumenta lo share de La7 e che diventa notizia anche per il tg di Enrico Mentana: «Allora, che fai, caro Massimo. È vero che ti candidi a Roma?». E Giletti: «Adesso diranno che sarò candidato anche a Napoli. Chi vivrà, vedrà».

Il candidato di sinistra?

A sinistra non hanno ancora trovato la figura giusta. Nel M5s, Luigi Di Maio non si “fossilizzerebbe” sui nomi, e significa che potrebbe sacrificare Virginia Raggi («Ma no! Avete frainteso»). Carlo Calenda sta attendendo i sondaggi (“Mi candido con il Pd o senza il Pd? Questo è il problema”). A destra, potrebbero invece riempire un palinsesto.

Se Giletti dovesse rifiutare perché non provare con Rai2? C’è un uomo per ogni canale e dietro ogni telecamera, se solo si guardasse con attenzione, c’è un sindaco agibile. Al Tg2 si potrebbe strappare il direttore Gennaro Sangiuliano che da anni sopporta l’accusa di aver trasformato un notiziario in TeleVisegràd. Se ha ragione Giletti quando dice che per Roma servirebbero “pieni poteri” chi meglio di Sangiuliano? Si crede l’Enzo Biagi degli autocrati.

 

(Nella foto Massimo Giletti)