Pubblicato il 04/09/2020, 19:04 | Scritto da La Redazione

Paola Cortellesi: Interpreto Petra, una dura e cinica. Molto diversa da me

Paola Cortellesi: Interpreto Petra, una dura e cinica. Molto diversa da me
La nostra rassegna stampa, con gli estratti degli articoli più interessanti: l’attrice debutta su Sky con una nuova serie tv in cui è un commissario di polizia.

Il Commissario Petra sono

Il Venerdì di Repubblica, pagina 104, di Paola Jacobbi

(…)

Cortellesi, com’è Petra?

«È una donna sui generis, un tipo che credo di non avere mai conosciuto nella vita reale, con un lato ironico e sarcastico, persino cinico. Fa scelte drastiche e anticonvenzionali, accetta il rischio di non piacere a tutti».

Le assomiglia?

«Io sono l’opposto! Sono morbidissima, amo il quieto vivere, voglio che tutti vadano d’accordo. Sono un paraurti, uno di quei gommini che si mettono sugli spigoli dei mobili per evitare che i bambini, gattonando, ci vadano a sbattere».

Una caratteristica nei romanzi di Giménez-Bartlett è il rapporto tra Petra e il suo vice: lavorano insieme, senza ambiguità seduttive. Petra è disinibita, lui è un tradizionalista.

«Infatti, al di là delle dinamiche del genere “crime”, quelle di Petra e di Antonio Monte (interpretato da Andrea Pennacchi, ndr) sono indagini sulla felicità e il percorso che, da una storia all’altra, fanno insieme questo uomo e questa donna è per me l’aspetto più interessante dei racconti. Petra ha una scorza ben definita ma è personaggio che evolve, ho voluto evidenziare questo. Spero che lo zoccolo duro dei lettori dei romanzi apprezzi».

Lei è una lettrice di gialli?

«Il mio libro preferito è ll nome della rosa di Umberto Eco. Vale come giallo?».

Quest’anno lei compie 20 anni di cinema. Il suo primo film è Chiedimi se sono felice, con Aldo, Giovanni e Giacomo, del 2000.

«In realtà ne avevo fatto un altro, piccolissimo, prima. Si intitolava Un altro anno e poi cresco, il regista era Federico Di Cicilia, il mio partner Gabriele Mainetti. 11 2000 è stato anche il mio primo anno a Mai dire gol. Ero una fan sfegatata del trio e mi sono ritrovata sul set a fare una scena in cui mi svegliavo a letto con Aldo, il mio beniamino, e gli dovevo dare una capocciata. È stato bello, la prima volta su un set grande, vero».

Desiderava fare cinema?

«In quel periodo facevo teatro e televisione. Mi ero presentata a un sacco di provini per il cinema, ma non mi prendevano mai. Non avevo né l’aspetto della ragazza indifesa né il viso da cattiva. Non ero mai il tipo giusto. O forse era semplicemente presto e dovevo lavorare ancora un po’».

Quando un provino andava male come si sentiva?

«Se lo avevo fatto bene, tornavo a casa serena perché accettare il rifiuto fa parte del nostro mestiere. I rifiuti arrivano sempre, anche in momenti della carriera in cui pensi di essere al sicuro».

La regista di Petra è Maria Sole TognazzL Lei era nel cast del suo primo film, Passato prossimo, dei 2003.

«Ai tempi facevo parte, insieme a Claudio Santamaria, di un piccolo gruppo teatrale. Magari venivano a vederci solo i parenti e gli amici, a volte eravamo più numerosi noi in scena del pubblico in platea. Tra gli amici c’era Maria Sole, una fedelissima, veniva anche ad ascoltarmi nei locali dove cantavo. Ci disse “il mio primo film lo farò con voi”e mantenne la promessa.Adesso ci siamo ritrovate, condividendo anche questa prima volta per entrambe. Prima volta nei gialli, prima volta in una serialità di questo tipo. Siamo amiche da tanti anni, fare Petra con lei è stato un bel regalo».

 

(Nella foto Paola Cortellesi)