Pubblicato il 09/02/2019, 17:51 | Scritto da Tiziana Leone

Sanremo – Baglioni, Bisio e Raffaele: primi bilanci tra soddisfazioni e qualche rimpianto

Sanremo – Baglioni, Bisio e Raffaele: primi bilanci tra soddisfazioni e qualche rimpianto
Alla vigilia della finale, questa sera l'Ariston, i tre conduttori tira un primo bilancio di un'edizione non proprio riuscita con il buco.

Baglioni fa retromarcia sul numero di Big, 24 sono troppi. Bisio invidia Pio e Amedeo per la loro libertà di espressione. La Raffaele difende la scelta di condurre senza per forza imitare

L’hanno detto a ogni conferenza e continuano a ripeterlo. Questo è il Festival dei giovani. I giovani che guardano la tv. I giovani che cantano. I giovani che vincono.  Ma con il rancore dei vecchi, che non vogliono mollare.

«Stiamo sottolineando tutti il raggiungimento del pubblico giovane, molti parlavano di telemorenti, ma in questo caso ci sono solo tele viventi – spiega Baglioni -. Parliamo sempre dei giovani, ma esiste anche un tappo nei loro confronti, perché le persone adulte rinunciano malvolentieri a essere spodestate. Io non assomigliavo a mio padre, oggi invece io e mio figlio ci somigliano molto, forse perché io non voglio diventare vecchio, anzi certe volte lui sembra il padre».

Claudio Bisio

E proprio sul rapporto padre-figlio ieri Claudio Bisio ha costruito il suo monologo, chiuso con lo strepitoso rap di Anastasio. «Uno dei motivi per cui mi hanno chiamato era proprio per il mio spettacolo teatrale sul rapporto padri e figli – spiega Bisio -. Abbiamo invitato Anastasio,  che ha risposto dal punto di vista dei figli. È stata una costruzione di show eccezionale. Questa è politica, il mio è stato un monologo politico, leggetevi le parole e la risposta del figlio, ci sono stati ministri in passato che hanno chiamato ragazzi “choosy”. Se i vecchi come noi vinceranno, l’umanità scomparirà, sono un vecchio che tifa per i giovani. Questa è politica».

Questa sera si chiude. Il tempo dei bilanci sarà domani. Bisio però ha già il suo: «Ho provato invidia per la libertà di Pio e Amedeo. L”invidia per la libertà del comico che non mi sono dato. Ho detto che non avrei usato il turpiloquio, e no l’ho fatto. Ma la libertà di Pio e Amedeo io e Virginia non la potevamo avere».

Virginia Raffaele

Un rammarico che non torna però nelle parole della Raffaele, fiera di aver condotto e basta. «È strano perché nonostante le ansie che possa dare Sanremo, inizia quasi a mancarti, ho già una sensazione di vuoto cosmico. Perché si crea un’atmosfera di festa, è magico. Sul palco ho sperimentato più cose, mi sono divertita, non ho potute fare le mie maschere per motivi di tempo tecnico, ma anche perché sono state chiamata alla conduzione  e mi sono divertita a fare la conduttrice».

Claudio Baglioni

Anche Baglioni fa il suo bilancio. «Con il senno di poi non avrei portato a 24 i Big, il numero perfetto è il 20 – dice – Ho imparato tantissimo.  Noi artisti che abbiamo avuto il privilegio di avere successo, tendiamo ad allontanarci dalle cose dei nostri colleghi, specialmente i giovani. Ci limitiamo a controllare i coetanei e ci infiliamo in torri d’avorio un po’ prigionieri della paura di misurarci.  Invcece bisogna misurarsi sempre nella vita, la responsabilità nel non tirarsi indietro è uno dei motivi per cui anche un po’ incautamente ho voluto correre questa seconda avventura».

 

Tiziana Leone

 

(Nella foto i tre conduttori)