Pubblicato il 31/01/2017, 18:03 | Scritto da Tiziana Leone

Kemioamiche: quando il reality non mostra le chiappe, ma i cervelli

Kemioamiche: quando il reality non mostra le chiappe, ma i cervelli
Poteva essere un documentario triste e pesante, invece Kemioamiche è un viaggio divertente, tra canzoni e lacrime, capace di raccontare il cancro, parola che molti disdegnano, per pudore, paura o falsa retorica.

Realizzato da Tv2000 e Real Time, Kemioamiche racconta la storia di 9 donne nel percorso che dalla diagnosi di cancro al seno le ha portate alla guarigione

Un po’ reality, un po’ documentario, un po’ musical, tre generi per raccontare il cancro, sì il cancro, quella cosa che tutti chiamano male incurabile, ma poi non è vero perché in alcuni casi si cura. E i casi sono quelli di Alessandra, Carmen, Elisabetta, Giulia, Laura, Manuela, Stefania, Valantina e Vanda, le nove protagoniste di Kemioamiche, il programma in sei puntate, in onda su Real Time e Tv2000 da sabato alle 22.10. Le puntate successive andranno in onda il martedì su Tv2000 dal 7 febbraio e su Real Time da marzo.

Le protagoniste sono le nove donne che si sono mostrate nel lungo percorso che dalla prima chemioterapia le ha portate alla ricrescita dei capelli, un anno e mezzo di vita che l’autrice Chiara Salvo, anche lei uscita da un cammino simile, ha voluto raccontare unendo il linguaggio del reality a quello del musical. Così tra una donna che piange ricordando «il giorno più brutto», quando si è dovuta rasare e un’altra che sorride perché «la chemio è un’amica, non una nemica», ci sono infermieri e dottori che cantano Donne, mentre accompagnano le pazienti nei corridoi del Policlinico Gemelli per portarle alla loro chemio quotidiana. «Questo programma – sottolinea Paolo Ruffini, direttore di Tv2000 – nasce da un’esperienza personale, e per questo è ancora più vero. In un’epoca in cui la tv propina solo cose artefatte, Kemioamiche racconta la vita senza voler fare tv del dolore o di plastica».

Il dolore c’è, ma è rarefatto, quasi intangibile nella sua cruda e reale verità. Afferma il Ministro della Salute Beatrice Lorenzin: «Lo trovo un format geniale, non è fatto da attrici, ma da donne che hanno avuto il coraggio di mostrarsi così. Credo ci sia molto bisogno di testimonianze come queste, questo reality permetterà a chi lo guarderà di non sentirsi solo. Un aspetto fondamentale della malattia». Mentre sulle isole i naufraghi piangono perché piove e nei talk show i politici si scannano perché sì e basta, in Kemioamiche nove donne, madri, mogli, lavoratrici, dimostrano al mondo che il girl power non sta nelle chiappe di Dayane Mello, ma nella forza della loro resilienza. «Eravamo così entusiasti di questo progetto – ammette Laura Carafoli, responsabile dei programmi del gruppo Discovery – che abbiamo deciso di farlo insieme a Tv2000. Noi non abbiamo mai avuto tabù in fatto di malattie, fanno parte del dna di Real Time, ma molti programmi li importiamo dall’estero, perché in Italia c’è timore di raccontare la diversità. Credo che questo format sia replicabile ovunque nel mondo».

Prima di realizzare Kemioamiche, l’autrice ha chiesto tante volte alle protagoniste se avessero davvero intenzione di andare fino in fondo. «Ho sondato le loro intenzioni cento mila volte – conclude la Salvo – Nessuna si doveva sentire obbligata. Durante la chemio spesso andavo sui blog o nei forum di discussione dove c’erano solo racconti di donne afflitte. Ho pensato che questo messaggio di positività potesse essere forte e utile alle persone che ci passano, ma anche a chi sta loro accanto».

 

Tiziana Leone

 

(Nella foto il cast del programma)