Pubblicato il 30/11/2015, 15:32 | Scritto da Tiziana Leone
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Richiudete la scatola di Teo e speditela il più lontano possibile dalla noia. Ovunque sia

Richiudete la scatola di Teo e speditela il più lontano possibile dalla noia. Ovunque sia
Il nuovo programma di Teo Tecoli, Teo in the box, partita sabato sera su Raitre ha mostrato tutta la fragilità di un'idea nata da un format tedesco, ma naufragata tra le onde della noia su una banale nave da crociera.

Il protagonista del programma, che, durante il programma, racconta cosa succede nel programma di cui è protagonista. È complicato, lo so, ma approfitto della pazienza vostra perché trovo l’idea di Teo in the box non proprio un concentrato di genialità. In pratica Teo, che sarebbe Teocoli, seduto a gambe incrociate come Buddha dentro una scatola di legno con al centro una lampadina, racconta al pubblico quello che gli è successo una volta ritrovatosi su un’enorme nave da crociera. Teo parla, usa il passato remoto come fanno gli anziani e alterna le sue descrizioni alle immagini girate sulla barchetta con seimila persone a bordo, trasformando uno show che doveva spedire un personaggio famoso in un luogo lontano, possibilmente poco amichevole, a sua insaputa, in un lento spot per chi in crociera già non ci voleva andare e dopo questa puntata non andrà mai. Teo che balla con la signora di 70 anni, detto per inciso poi sono coetanei, Teo che visita le stirerie, Teo che lava i piatti in cucina, Teo che intona Volare in uno dei cento locali della promenade da incubo della nave, dove anche il canto degli uccellini è finto, registrato per offrire agli ospiti una pacifica idea di serenità. O forse per accompagnarli serenamente nel momento del trapasso, vista l’età.

C’è anche il momento in cui Teo è seduto sulla plancia di comando al timone della nave, mentre accanto il comandante cazzeggia con il suo accento americano, avvalorando la tesi che di Schettino sono piene le navi. Il tutto mentre Teo, quello nella scatola, racconta sconfinando nel trapassato remoto quello che tutti noi avremmo potuto vedere senza bisogno del suo discorso descrittivo. Poi sì, a volte, spunta anche il Teo simpatico, quello che imita Celentano, che fa le facce di Felice Caccamo, che parla in spagnolo come il Macho Camacho, piccoli sprazzi di comicità del tempo che fu, annebbiata dall’umidità dell’idromassaggio della nave, dove il non più smilzo Teo si infila circondato da signore che si allargano, dilagano e prendono tutto lo spazio, viste le loro forme non proprio alla Belén. Lo dice lui, l’ironico Teo, sono signore di una certa età, avranno 70 anni, per inciso sempre la stessa età di Teo.

Ma perché iniziare Teo in the box con una puntata ambientata su una nave da crociera? Potevano spedire Teo con la sua box ovunque nel mondo, la tv ci ha abituati a vedere gente che corre nuda nel deserto del Sudamerica o che dorme sospesa a 3mila metri di altezza sul Monte Bianco, che vuoi che ci facciamo con un Teocoli ficcato in una scatola, mentre fa il verso ai seimila che si strafogano di cibo, rigorosamente divisi in due turni? Il programma doveva avere come protagonista Fabio Volo, quello che vende milioni di libri, quello che vive a New York, quello che fa tendenza. Ora capiamo perche Volo sabato sera era ospite da Fazio, facendo ciao ciao con la manina al Teo in the box che veniva dopo di lui.

 

Tiziana Leone

 

(Nella foto Teo Teocoli)