Domenica, 17 Dicembre 2017 12:54
Pubblicato il 05/12/2017, 15:32 | Scritto da Andrea Amato

Ricordate sempre che Gomorra è una fiction, non un documentario

Ricordate sempre che Gomorra è una fiction, non un documentario
Tre magistrati antimafia hanno puntato il dito contro la serie tv di Sky Atlantic, ma siamo sicuri che la questione riguardi la fiction e non altro?

Emulazione del male: il problema è nella società, non in Gomorra

Ho grande rispetto per i magistrati che ogni giorno in prima linea combattono le mafie, tema che per molti anni ha occupato anche la mia carriera giornalistica. E nutro grande ammirazione per i tre giudici che in queste ultime ore hanno rilasciato dichiarazioni contro la serie Gomorra di Sky Atlantic. Giuseppe Borrelli della Dda di Napoli ha detto che la fiction: «Offre una rappresentazione folkloristica dei clan, una rappresentazione pericolosa, perché distoglie l’attenzione dall’attuale configurazione delle camorra».

Qualche giorno prima il Procuratore Nazionale Antimafia, Federico Cafiero de Raho, su Rai 3 aveva dichiarato: «Evidenziare i rapporti umani come se la camorra fosse un’associazione come tante altre non corrisponda a quello che realmente è, la camorra è fatta soprattutto di violenza». A cui si era aggiunto Nicola Gratteri, Procuratore di Reggio Calabria, che aveva parlato del solito problema di emulazione da parte dei giovani.

I tre magistrati, però, immersi in maniera totale nel loro lavoro e nella loro eroica battaglia alle mafie, danno troppa rilevanza a una fiction televisiva. Gomorra – La serie non è un documentario o un reportage giornalistico, come d’altronde non lo era il romanzo di Roberto Saviano da cui è tratta. Si tratta di finzione, drammaturgia cinematografica, solo ispirata a qualcosa di reale: ovvero la presenza della malavita nel tessuto sociale, politico ed economico italiano e in particolare di Napoli. Fatto indiscutibile.

Le vicende di Ciro, Gennaro, Scianel, Patrizia, sono di pura fantasie e come tali devono essere prese, senza caricarle di troppa responsabilità. Come si è fatto 40 anni fa per la saga Il Padrino di Francis Ford Coppola, tratta dal romanzo di Mario Puzo, ispirata alla presenza della mafia italiana in America.

Sul problema poi del senso di emulazione delle nuove generazioni verso i boss di camorra, il problema non esiste. Se un ragazzo vuole diventare un mafioso, perché vede in Gomorra un delinquente che uccide a sangue freddo un padre innocente davanti agli occhi del figlio disabile, allora, il problema non è in una fiction tv, ma nel ragazzo e nell’educazione valoriale che ha ricevuto dai suoi genitori.

 

Twitter@AndreaAAmato

 

(Nella foto una scena di Gomorra)