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Pubblicato il 20/03/2017, 18:35 | Scritto da Tiziana Leone

Amadeus: Il mio compito in tv? Far divertire la gente

Amadeus: Il mio compito in tv? Far divertire la gente
È la prima volta che Amadeus si misura con un programma di access prime time e la responsabilità la sente. Ma qui spiega che chi fa intrattenimento deve far divertire, al di là del tetto agli stipendi.

Amadeus parla del suo debutto questa sera dopo il Tg1 alla guida dei Soliti Ignoti – Il ritorno

Poche ore ancora e poi anche per Amadeus si aprirà il mondo dell’access prime time, la fascia di Rai 1 che da questa sera guiderà con Soliti Ignoti – Il ritorno, programma prodotto da Endemol Shine Italy che prende il posto di Affari Tuoi. Un debutto importante, tra l’altro al Teatro Delle Vittorie, tempio sacro della tv.

Allora Amadeus, più contento o più preoccupato?

«Contento, decisamente. Perché preoccuparmi prima? C’è tempo per preoccuparsi».

Diciamo emozionato allora…

«Molto, anche perché l’access prime time è una fascia oraria che occupo per la prima volta».

Una fascia cui la Rai tiene moltissimo, lo sa?

«La responsabilità la avverto, sarei bugiardo a dire il contrari , è importante sia per me che per l’azienda. È una fascia strategica tra il Tg1 e la prima serata, è come fare una piccola prima serata ogni sera. A quell’ora di fronte alla tv c’è un bacino d’ascolto che corrisponde a una prima serata. Per me è innanzitutto una soddisfazione»

Il titolo è cambiato tante volte poi alla fine siete tornati ai Soliti Ignoti, come mai?

« Volevamo chiamarlo Identity, il titolo originale del format americano, ma poi abbiamo preferito mantenere Soliti ignoti perché è un programma già andato in onda e andato bene, era inutile snaturarlo anche se tornerà con diverse modifiche e nuovo finale».

Cambiare titolo avrebbe significato prender in giro il pubblico in un certo senso

«Il pubblico ha un bel ricordo di quel programma, sono operazioni che trovo giuste e intelligenti»

Che effetto le ha fatto entrare al Teatro Delle Vittorie?

«Sono cresciuto con la tv in bianco e nero di Canzonissima, Fantastico e pensare che nel mio nel camerino c’è stata gente come Corrado o Baudo un po’ mi spaventa. Se il Delle Vittorie fosse in mano agli americani farebbero pagare un biglietto per entrarci, perché da lì è passata la tv. Io mi considero un inquilino, mi sento un po’ come il raccattapalle che poi entra in campo e gioca».

Non sembra aver perso un certo disincanto, nonostante gli anni di esperienza…

«Fortunatamente anche a 50 anni compiuti mantengo questa forma di stupore e di emozione, rimango ancora un po’ Peter Pan».

L’altra faccia del disincanto si chiama denaro. Cosa ne pensa del tetto di 240 mila euro per gli artisti Rai?

«Io sono il peggior impresario di me stesso, per fortuna ho Lucio Presta che se ne occupa. Non parlo di soldi, per me è talmente importante fare Soliti ignoti in questo momento, che del lato economico non mi occupo. Il mio agente mi terrà aggiornato, a ognuno il suo mestiere».

Comunque anche al Teatro Ariston un posto si è liberato…

«Mi fa già effetto il Delle Vittorie, non vorrei aggiungerci anche l’Ariston, troppi teatri importanti insieme non li posso gestire».

Torniamo allora ai Soliti Ignoti, fino a quando andrà in onda?

«Fino al primo sabato di giugno, poi tornerà Reazione a catena per tutta l’estate, quindi i due programmi non si sovrapporranno».

Il programma che le piacerebbe condurre?

«Non ho un programma che sogno, non c’è un programma che fa un altro che vorrei fare io, a me piace sempre vedere cosa c’è di nuovo in giro e metterci del mio. Non avrei mai pensato di condurre Soliti ignoti, l’ho saputo solo con l’anno nuovo, ma mi diverte questo lato di mistero e sorpresa nel mio mestiere. Non amo la routine, quello che per altri è ansia nel non sapere cosa succederà dopo, per me è uno stimolo a far bene quello che faccio ora».

Che anno televisivo è stato questo per lei?

«Molto bello, pieno di tante cose diverse una dall’altra. E’ sempre una sfida, un modo per imparare e mettersi in gioco, sono passato da un quiz come Reazione a catena alla stanza inclinata di Stasera tutto è possibile a un gioco musicale come Quiz Show a uno fatto di identità, senza dimenticare il Capodanno: sono tutte cose completamente diverse, ma appartengono al mondo dell’intrattenimento che io amo. Mi piace far sì che la gente abbia un paio d’ore di intrattenimento e divertimento di fronte alla tv, il mio compito è quello».

 

Tiziana Leone

 

(Nella foto Amadeus)

 

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