
Gigi Marzullo è il conduttore che ha trasformato la fascia oraria meno ambita della televisione in un genere. Nato ad Avellino il 25 luglio 1953, Luigi all’anagrafe, laureato in Medicina e Chirurgia a Pisa nel 1993 mentre già conduceva, occupa la notte di Rai 1 da oltre trentacinque anni con interviste lente, domande personali e un tono che il pubblico ha imparato prima a deridere e poi ad amare.
Gli esordi e Mezzanotte e dintorni
Il debutto è del 1983 con Forte Fortissimo TV Top, ma la svolta arriva nel 1989 con Mezzanotte e dintorni, il talk notturno in cui interroga personaggi dello spettacolo e della cultura con domande dirette, spesso intime, in un’ora in cui nessun altro faceva televisione parlata. Il programma dura fino al 1993 e fissa il personaggio: la voce bassa, il ritmo lentissimo, la curiosità che non conosce imbarazzo. Le domande erano spesso le stesse per tutti, «la vita è un sogno o i sogni aiutano a vivere meglio?», e proprio la ripetizione le ha rese proverbiali. La laurea in medicina, presa a quarant’anni, è uno dei dettagli biografici che lui stesso cita quando gli chiedono da dove vengano le sue domande sulla vita e sulla morte.
Sottovoce e le notti tematiche
Dal 1994 il suo marchio è Sottovoce, cui si affiancano negli anni i contenitori tematici Settenote per la musica, Cinematografo per il cinema, Milleeunlibro per i libri e Applausi per il teatro. Nel maggio 2013 la Rai gli affida formalmente la notte di Rai 1 come responsabile della fascia, riconoscendo che quel palinsesto lo aveva di fatto costruito lui. Le interviste di Sottovoce durano una decina di minuti, senza pubblico in studio e con una scenografia essenziale, un tavolo, due sedie e il buio intorno: un formato che costa poco e che la rete ha mantenuto attraverso ogni cambio di direzione. Sono gli anni in cui la rete ammiraglia è guidata da direttori come Mauro Mazza e la sua seconda serata, con Bruno Vespa prima e Marzullo dopo, è la più stabile della televisione italiana.
«Si faccia una domanda e si dia una risposta»
La frase con cui chiude le interviste è diventata un modo di dire, grazie soprattutto alle imitazioni di Maurizio Crozza e alle citazioni che hanno attraversato la cultura popolare, dai film alle canzoni. Marzullo ha accettato la parodia con la stessa calma con cui conduce: il personaggio, ha spiegato più volte, è vero, e proprio per questo funziona.
La pensione che non c’è stata
Nel 2020 è andato in pensione dalla Rai, ma ha continuato a condurre con un contratto da collaboratore esterno, e nel 2022 le sue dichiarazioni sul futuro, «per smettere di andare in onda mi devono cacciare», hanno fatto il giro dei giornali. La Rai non lo ha cacciato: nel 2025 ha lanciato con lui due nuovi programmi, Serenight e Bar Centrale, sempre su Rai 1, e continua a invitarlo come ospite nei talk della concorrenza, da Che tempo che fa in giù.
Un caso televisivo
Il suo è un caso quasi unico di conduttore che ha fatto della marginalità un vantaggio: nessun ascolto di prima serata, nessuna copertina, ma una presenza ininterrotta che ha visto passare dodici direttori di rete. La notte di Rai 1 è rimasta sua perché costa poco, funziona e ha un pubblico che nessun altro programma raggiunge, quello che a mezzanotte vuole ancora sentire qualcuno parlare piano. Il suo modello ha avuto imitatori ma nessun erede: quando la Rai ha provato altre formule per la notte, il pubblico ha continuato a cercare lui.
Gigi Marzullo oggi
Oggi continua a registrare le sue interviste negli studi di via Teulada, con lo stesso stile e una platea che si è allargata ai social, dove i suoi spezzoni circolano come piccoli classici. Nella sezione Chi è di TVZoom il suo profilo è quello di un conduttore che non ha mai cambiato niente e proprio per questo è rimasto.