
Roberto Bettega arriva alla Juventus nel 1970 e per i tredici anni successivi diventa uno dei bomber più temuti del campionato italiano. La sua carriera attraversa sette scudetti, un infortunio che gli costa la finale del Mondiale e la stagione più nera del calcio italiano: il Totonero del 1980. Quando Rai 1 torna sulle inchieste delle scommesse clandestine, il nome di Bettega ricorre spesso — non come imputato, ma come testimone di un’epoca in cui la Juventus restò pulita mentre mezza Serie A finiva sotto processo.
Il centravanti dei sette scudetti
Con la maglia bianconera Bettega gioca 482 partite ufficiali e segna 179 reti, una media che lo colloca stabilmente tra i migliori centravanti della storia juventina.
Sette scudetti, due Coppe Italia e la Coppa UEFA del 1977 sono i trofei conquistati con la sola Juventus. Il titolo di capocannoniere del 1979-80 con sedici gol corona una delle carriere più lineari del calcio italiano: una sola squadra, nessun trasferimento spettacolare, nessuna seconda maglia.
Il Mondiale ’78 e il ginocchio del Bernabéu
L’Argentina del 1978 è il vertice della carriera azzurra: gol contro la Francia, gol contro l’Austria, una semifinale persa con l’Olanda che gli costa l’unica medaglia mai sfiorata. Tre anni dopo, nel marzo 1981, un grave infortunio al ginocchio rimediato al Bernabéu contro il Real Madrid in Coppa dei Campioni chiude di fatto la sua carriera in Nazionale. La Spagna del 1982, con l’Italia campione del mondo, Bettega la vive davanti alla televisione di casa.
Il Totonero e la Juventus che si salvò
Marzo 1980, lo scandalo Totonero. Mentre Milan, Lazio, Bologna e mezzo campionato vengono travolti dall’inchiesta sulle scommesse clandestine, la Juventus resta fuori: nessun bianconero tra gli imputati, nessuna telefonata compromettente, nessuna penalizzazione. Per i programmi di approfondimento di Rai 1 il caso Juve diventa l’eccezione virtuosa di un calcio che stava marcendo dall’interno, e Bettega — capitano e bandiera — il volto di quella tenuta etica.
Vicepresidente, Toronto e il ritorno bianconero
Dopo il ritiro nel 1983 in Canada con il Toronto Blizzard, Bettega torna alla Juventus prima come dirigente sportivo, poi come vicepresidente nel dicembre 2009 in piena ricostruzione post-Calciopoli. Una carriera circolare, dal campo alla sala bottoni, sempre nella stessa maglia, sempre con la stessa cifra di sobrietà che lo ha distinto da molti suoi contemporanei.
Rai 1 e la memoria del Bomber
Rai 1 dedica al Bomber bianconero spazi celebrativi nelle domeniche di Domenica Sportiva e nei documentari sportivi del prime time. Bettega, oggi settantenne, resta una delle figure più rispettate del calcio italiano: il centravanti che vinse tanto, attraversò il Totonero senza farsi sporcare e accompagnò la Juventus nei suoi anni più puliti.