
Foto: Chelinami, Wikimedia Commons, CC BY-SA 4.0, ritaglio distribuito con la stessa licenza.
Antonino Cannavacciuolo è il caso più riuscito di chef diventato personaggio televisivo senza smettere di essere, prima di tutto, uno chef: mentre la sua faccia è diventata familiare a milioni di spettatori, i suoi ristoranti hanno continuato a collezionare stelle Michelin, fino a un totale di otto. Nato a Vico Equense il 16 aprile 1975, si è diplomato all’istituto alberghiero del paese nel 1993 ed è cresciuto professionalmente tra la penisola sorrentina e l’Alsazia.
Gli inizi tra Capri e l’Alsazia
Dopo le prime esperienze in costiera, i due passaggi formativi sono in Francia, all’Auberge de l’Ill di Illhaeusern e al Buerehiesel di Strasburgo, seguiti da una stagione al Grand Hotel Quisisana di Capri, dove la consulenza era firmata da Gualtiero Marchesi. È lì che incontra la cucina d’autore italiana da cui partirà per costruire la propria, un incrocio tra le radici campane e la tecnica francese.
Villa Crespi e le tre stelle
Nel 1999, insieme alla moglie Cinzia Primatesta, prende in gestione Villa Crespi, la dimora in stile moresco sul lago d’Orta che diventerà il suo quartier generale. La prima stella Michelin arriva nel 2003, la seconda nel 2006, l’ingresso nel circuito Relais & Châteaux nel 2012 e la terza stella nel 2022, il riconoscimento che lo colloca tra i pochissimi chef italiani al vertice della guida. Intorno a Villa Crespi è cresciuto un piccolo gruppo di insegne stellate: il Bistrot di Torino dal 2018, il Countryside di Ticciano dal 2021, il Vineyard di Terricciola dal 2022, Le Cattedrali di Asti e il ristorante sul lago di Pettenasco dal 2024. Otto stelle in totale, come ricorda ogni comunicato Sky che lo riguarda.
Cucine da incubo, dal 2013 a oggi
Il debutto televisivo è del 2013 con Cucine da incubo, l’adattamento italiano del format di Gordon Ramsay: prima su Fox Life, poi su Nove dal 2016 al 2019 e infine su Sky Uno dal 2022. La stagione 2026 è partita domenica 19 aprile su Sky Uno e in streaming su NOW, sei puntate alle 21.15, con il designer Paolo Stella al fianco dello chef per la trasformazione dei locali, da Torre del Greco a Potenza passando per Prato, Peschiera Borromeo, San Vittore Olona e Jesi. Chi vuole vedere il programma senza abbonamento Sky trova le opzioni nella guida a NOW in streaming, che copre anche i canali di intrattenimento.
Il giudice di MasterChef Italia
La consacrazione popolare arriva con MasterChef Italia, di cui è giudice dalla quinta edizione, nella stagione 2015-2016, accanto a Bruno Barbieri, Joe Bastianich e Carlo Cracco, e in tutte quelle successive. Le pacche sulle spalle ai concorrenti, il dialetto campano e la fisicità hanno fatto di lui il volto più imitato del programma, e Sky ne ha costruito attorno altri format: Celebrity MasterChef nel 2018, O mare mio su Nove tra il 2017 e il 2018, Antonino Chef Academy su Sky Uno dal 2019 al 2022. È uno dei pochi cuochi italiani la cui popolarità televisiva regge il confronto con quella dei conduttori generalisti, da Antonella Clerici in giù.
Libri, famiglia e riservatezza
Tra il 2013 e il 2020 ha pubblicato otto libri di cucina con diversi editori italiani. Sposato dal 2003 con Cinzia Primatesta, che gestisce con lui l’accoglienza di Villa Crespi, ha due figli, Elisa e Andrea, e tiene la famiglia fuori dai programmi: nelle interviste parla volentieri del peso preso negli anni per lo stress del ristorante e della raccomandazione, arrivata da un giornalista, che lo portò a MasterChef, ma quasi mai della vita privata.
Antonino Cannavacciuolo oggi
Oggi è insieme un imprenditore della ristorazione con sei insegne stellate e uno dei volti fissi di Sky, un equilibrio che pochi colleghi hanno saputo mantenere senza sacrificare la cucina alla televisione. La domanda che ricorre nelle sezioni Auditel e Chi è di TVZoom è quanto ancora possa crescere il fenomeno: la risposta, per ora, la danno gli ascolti di ogni nuova stagione di MasterChef.