
Quando il 6 dicembre 2021 i carabinieri suonano alla porta romana di Massimo Ferrero, l’ex presidente della Sampdoria si trova in pigiama davanti alle telecamere. È l’inizio della parabola giudiziaria di Er Viperetta, un protagonista del calcio italiano che Rai 1 aveva raccontato per anni come imprenditore eccentrico e che da quel giorno entra nelle inchieste di Porta a Porta con un’altra etichetta: indagato per bancarotta fraudolenta e reati societari.
Dal cinema alla Sampdoria
Romano del 1951, Ferrero costruisce la sua fortuna nel cinema e nella distribuzione cinematografica calabrese, prima di rilevare la Sampdoria nel 2014. Per sette anni guida i blucerchiati con uno stile teatrale: insulti ai cronisti, dichiarazioni a sorpresa, presenze fisse nei salotti televisivi della domenica sera.
Sotto la sua presidenza la Sampdoria oscilla tra metà classifica e zona retrocessione, con allenatori che si avvicendano a ritmo serrato: Mihajlovic, Giampaolo, Di Francesco e Ranieri. La salvezza del 2021 è l’ultimo successo sportivo prima del crac, e già allora i bilanci raccontano debiti societari per oltre 70 milioni di euro che pesano sull’intero sistema.
L’arresto e l’inchiesta di Paola
L’inchiesta della Procura di Paola, in Calabria, riguarda quattro società dichiarate fallite tra 2017 e 2020: Ellemme Spa, Blu Cinematografica, Blu Line e Maestrale. L’accusa è bancarotta fraudolenta e false comunicazioni sociali. Ferrero finisce ai domiciliari il 6 dicembre 2021, e nelle stesse ore si dimette da presidente della Sampdoria, lasciando il club a metà tra retrocessione sportiva e dissesto patrimoniale.
Il rinvio a giudizio e la libertà
Nel maggio 2022 il tribunale revoca i domiciliari e dispone il rinvio a giudizio con rito ordinario. Da quel momento Ferrero alterna apparizioni mediatiche e udienze tecniche, contestando ogni capo di imputazione e dichiarandosi vittima di un’inchiesta politicamente motivata. Vende la sua quota Sampdoria al gruppo Lanna-Manfredi-Radrizzani per una cifra simbolica e mantiene vive le proprie società di distribuzione cinematografica, tornando paradossalmente ospite di talk show televisivi mentre il processo entra nella fase dibattimentale a Paola.
Rai 1, talk show e immagine pubblica
Da Bruno Vespa a Storie Italiane, Rai 1 continua a invitarlo per ogni stagione di gossip giudiziario, perché Ferrero parla, polemizza e si racconta con un linguaggio che fa audience. La frase «non sono un mascalzone, sono uno che ama profondamente il calcio italiano» è diventata un meme televisivo. Tra processo e tribuna mediatica, l’ex presidente blucerchiato resta uno dei volti più ambigui dell’imprenditoria sportiva italiana.