3 settembre 2026 Televisione, spettacolo e sport italiani

Alberto Angela: Ulisse, la famiglia e l’eredità di Piero

Alberto Angela sorride durante una sessione di firmacopie Rai Eri

Foto: Andrea Pellegrini, Wikimedia Commons, CC BY 3.0, immagine ritagliata.

Alberto Angela è l’unico volto della televisione italiana che riempie la prima serata generalista parlando di archeologia, e questo dovrebbe bastare a renderlo un caso di studio. Non conduce un varietà travestito da documentario: conduce un documentario, con tempi lunghi, silenzi e ricostruzioni, in una fascia che di norma non tollera nessuna di queste cose.

Nato a Parigi, formato sul campo

Nato a Parigi l’8 aprile 1962, dove il padre era corrispondente per la Rai, arriva alla divulgazione da una formazione scientifica vera: studi in scienze naturali e anni di lavoro sul terreno, comprese campagne di scavo. È la differenza che si sente in video e che non si può recitare. Quando descrive un reperto non sta leggendo una scheda, e il pubblico generalista percepisce quella sicurezza anche senza saperne valutare la fonte.

Il metodo di Ulisse

La formula regge su una scelta controintuitiva: nessuna semplificazione del contenuto, molta cura del racconto. Le puntate sono costruite come narrazioni con un arco, non come sequenze di informazioni, e la ricostruzione in costume serve a dare un corpo a ciò che altrimenti resterebbe una data. Nel 2026 il programma è tornato in una versione compatta di quattro puntate tematiche, partita il 4 maggio su Rai 1 e aperta da New York, con una tappa in Giappone l’11 maggio. Restringere il numero di episodi ne ha alzato il peso di ciascuno.

Il rischio che si prende ogni volta

Vale la pena dire cosa rende quel risultato fragile, perché lo è: un documentario in prima serata contro un varietà o una fiction parte sempre svantaggiato, e il suo successo non è una regola del mercato ma un’eccezione che dipende da una persona. È la ragione per cui la rete lo colloca con cautela e in poche serate all’anno, invece di sfruttarlo come un contenitore settimanale. Il quadro degli altri titoli della prima rete è nella sezione ascolti Auditel.

L’eredità di Piero Angela

Il padre, Piero Angela, è morto il 13 agosto 2022 a novantatré anni, dopo una carriera che aveva praticamente inventato la divulgazione televisiva italiana. La successione era la trappola più ovvia, e il figlio l’ha evitata con una scelta precisa: non ha replicato il format paterno né il suo registro da studio, ha costruito un genere diverso, itinerante e narrativo. Ha ereditato il pubblico, non il programma, e sono due operazioni molto diverse.

La moglie Monica e i tre figli

È sposato dal 1993 con Monica, completamente estranea al mondo dello spettacolo, e la coppia ha tre figli: Riccardo, nato nel 1998, Edoardo, nel 1999, e Alessandro, nel 2004. Su questa parte della sua vita il silenzio è totale e mantenuto da oltre trent’anni: nessuna intervista di coppia, nessuna comparsa in trasmissione, nessuna fotografia concessa. In un ambiente in cui la vita privata è quasi sempre una moneta di scambio, è una linea che non ha mai negoziato.

Le notti nei luoghi chiusi

Accanto al programma principale ha costruito un secondo formato che è forse la sua invenzione più riconoscibile: la visita notturna a un sito archeologico o a un museo, girata quando il luogo è vuoto e il pubblico non c’è. L’idea funziona perché ribalta il problema del documentario televisivo, cioè la mancanza di tensione: un corridoio deserto di notte produce suspense senza che nessuno debba costruirla in montaggio. È un espediente narrativo, non scientifico, e lui non finge il contrario.

I libri, e perché contano

Pubblica da anni volumi divulgativi che vendono in quantità difficilmente compatibili con il genere, ed è la parte del suo lavoro che spiega la solidità del resto. Un autore con un pubblico editoriale proprio non dipende dalla collocazione in palinsesto: se la rete riduce le puntate, il rapporto con i lettori resta. È la stessa indipendenza strutturale che rende difficile trattarlo come un conduttore a contratto.

Quanti anni ha Alberto Angela

Ha sessantaquattro anni e ne compirà sessantacinque nell’aprile 2027. La sua posizione dentro la Rai è quella di un autore che la rete non prova a sostituire, per la ragione più semplice possibile: il genere che occupa non esiste senza di lui, e nessun concorso interno produce un divulgatore con quel curriculum. Le altre schede della rete sono raccolte in Rai 1.