30 settembre 2026 Televisione, spettacolo e sport italiani

Renzo Arbore: la radio, Quelli della notte e l’Orchestra

Renzo Arbore - sorridente in giacca gessata e cravatta a un evento a Napoli, 2017

Foto: ARCHIsavio, Wikimedia Commons, CC BY-SA 4.0, ritaglio distribuito con la stessa licenza.

Renzo Arbore è l’autore che ha portato in Rai l’idea, allora scandalosa, che radio e televisione potessero essere fatte per divertirsi. Nato a Foggia il 24 giugno 1937, Lorenzo Giovanni all’anagrafe, ha attraversato sessant’anni di servizio pubblico da conduttore, musicista e inventore di formati, e a 89 anni è ancora il nome che la Rai chiama quando vuole celebrare sé stessa.

Bandiera gialla e Alto gradimento

Entra in Rai per concorso nel 1964 e con Gianni Boncompagni firma i due programmi che cambiano la radio italiana: Bandiera gialla, dal 1965 al 1970, la prima trasmissione a mandare in onda il beat e il rock per i ragazzi, e Alto gradimento, dal 1970 al 1976, un flusso di personaggi e nonsense, affidati a Mario Marenco e Giorgio Bracardi, che anticipa di decenni la comicità radiofonica e che tornerà in onda per un’ultima stagione nel 1998. Sono gli anni in cui il giovane pubblico scopre di avere una voce in Rai, e quella voce ha l’accento pugliese di Arbore.

La televisione: L’altra domenica e Quelli della notte

Il passaggio in video è con L’altra domenica, dal 1976 al 1979, il contenitore pomeridiano che lancia Roberto Benigni e Isabella Rossellini. Ma il capolavoro è Quelli della notte, nel 1985 su Rai 2: un finto talk in seconda serata che inventa un cast, da Nino Frassica a Massimo Catalano, da Marisa Laurito a Roberto D’Agostino, con la sigla Ma la notte no diventata un classico, e un modo di stare in televisione che la Rai non aveva mai visto. Due anni dopo Indietro tutta! fa la parodia dei quiz e della pubblicità e diventa un fenomeno di costume, con la sigla, il Cacao Meravigliao, che ancora oggi il pubblico canta, e con le Ragazze Coccodè entrate nel costume. Al cinema ha diretto Il pap’occhio nel 1980, con Roberto Benigni, e FF.SS. nel 1983.

L’Orchestra Italiana e Sanremo

Nel 1990 conduce Il caso Sanremo, la trasmissione parallela al Festival di Sanremo che ne commenta le serate, e nel 1991 fonda l’Orchestra Italiana, il progetto con cui porta la canzone napoletana classica nei teatri di tutto il mondo. È la parte della sua carriera che dura di più: trentacinque anni di concerti e dischi, da Tokyo a New York, con una scaletta che va da Renato Carosone a Roberto Murolo, una ventina di musicisti sul palco e concerti trasmessi più volte dalla Rai in prima serata, e con il clarinetto che suona fin da ragazzo, lo strumento con cui, negli anni Cinquanta a Foggia, aveva cominciato a suonare jazz prima ancora di pensare alla radio.

Mariangela Melato e Mara Venier

Non si è mai sposato. La relazione più lunga è quella con l’attrice Mariangela Melato, riallacciata dopo una prima separazione e durata fino alla morte di lei, l’11 gennaio 2013; prima c’era stata Mara Venier, compagna fino al 1997 e oggi tra le poche colleghe che lui frequenta pubblicamente. È anche l’uomo che ha scoperto Ilaria D’Amico, chiamandola nel 1997 a Rai International.

Gli omaggi e i nuovi programmi

Nel 2021 il Quirinale lo ha nominato Cavaliere di Gran Croce, nel giugno 2025 ha ricevuto una laurea honoris causa a Benevento e nel maggio 2025 è stato ospite di Che tempo che fa per i quarant’anni di Quelli della notte. La Rai ha continuato a produrre con lui: Come ridevamo nel 2025 e, nel 2026, Meno siamo meglio stiamo – Revisited, la riedizione dello speciale del 2005 che riporta in onda i suoi personaggi.

Renzo Arbore oggi

Oggi è un’istituzione che rifiuta di comportarsi come tale: continua a suonare con l’Orchestra Italiana, a collezionare dischi e cimeli, a partecipare ai programmi altrui con l’aria di chi conosce il trucco. Nella sezione Chi è di TVZoom il suo profilo è quello dell’autore che ha insegnato alla televisione italiana a non prendersi sul serio, e che la Rai non ha ancora finito di ringraziare.