Pubblicato il 07/03/2018, 17:03 | Scritto da Tiziana Leone

Yvonne Sciò racconta la vita di sette donne in un film documentario senza compromessi

Yvonne Sciò racconta la vita di sette donne in un film documentario senza compromessi
Le protagoniste sono sette donne, molto diverse tra loro, ciascuna con un proprio racconto di vita e di arte. Tra loro anche Fran Drescher, la protagonista della serie la tata e la giornalista Rula Jebreal.

Seven Women è il film scritto, diretto e prodotto da Yvonne Sciò in onda su Sky Arte nel giorno della festa della donna

Sette vite, sette storie, sette voci, sette volti, sette donne. Diverse, affascinanti, piene di vita passata, di storie da raccontare attraverso volti segnati dal tempo, senza paura che il tempo rovini quello che è stato. A raccontarle è Yvonne Sciò, nel film documentario Seven Women, in onda domani alle 21.15 su Sky Arte Hd, presentato ieri al Maxi di Roma. La vedi, lei, filiforme, quasi fragile nel ringraziare tutti i presenti, onesta nell’ammettere «che se non fosse stato per Sky non ci sarebbe stato nessun film, sono stati i primi a credere in me, quando nessuno mi dava retta».

Con Sky l’attrice e regista aveva già realizzato Roxanne Lowitt Magic Moments, un film documentario dedicato alla fotografa che negli anni ’70 ha rivoluzionato il mondo della fotografia. «Amo raccontare le donne – confessa la Sciò – Il primo film-documetario era girato quasi a voce bassa, stavolta abbiamo alzati i toni, sempre con la voglia di arrivare e non smettere mai di sognare». Le sette donne protagoniste del racconto cui la stessa Sciò dona la sua voce sono Rosita Missoni, fondatrice con Ottavio dell’azienda Missoni, Rula Jebreal, giornalista di origini palestinesi, Patricia Field, costumista di film come Sex and the City e Il diavolo veste Prada, Bethann Hardison, prima top model al modo di colore e attivista per i diritti degli afroamericani, Susanne Bartsch e Alba Clemente, artiste newyorkesi e Fran Drescher, protagonista della serie tv anni ’80 La Tata. La regista le ha incontrate tra l’Italia e gli Stati Uniti e ha lasciato che fossero loro a raccontarsi di fronte alla telecamera in un percorso che ha unito la vita privata alla professione.

Ai racconti dell’ironica Rosita Missoni che ricorda le Olimpiadi del ’48 quando molti atleti italiani si presentarono con le tute firmate Missoni, si alternano quelli difficili di Fran Drescher che mentre prepara la colazione con uova e pancetta ricorda la sua lotta contro il cancro e ancor prima la violenza sessuale subita con una pistola puntata alla tempia, fino ai ricordi di Rula Jebreal, rimasta orfana presto, cresciuta con la voglia di riscatto e con la consapevolezza di non avere paura di niente e di nessuno. Vite difficili, ma anche piene di colori come quelle della ex top model Bethann e dell’italiana Alba Clemente, entrambe muse ispiratrici di Andy Wharol in una New York in pieno fermento. «L’idea iniziale era quella di farne sette film-pillole diversi – ammette Roberto Pisoni, direttore di Sky Arte – ma poi è diventato un solo film».

 

Tiziana Leone

 

(Nella foto Yvonne Sciò)