(Nato a Piacenza, nel 2001)
Nicolò Fagioli è uno di quei centrocampisti che fanno innamorare chi ama il calcio vero: tocco morbido, visione di gioco sopraffina, la palla che sembra incollarsi al piede anche sotto pressione. Cresciuto nella Juventus, si è affermato come uno dei talenti più cristallini della sua generazione. Eppure a soli ventidue anni, nel pieno della consacrazione bianconera, una dipendenza dal gioco d’azzardo ha rischiato di fermare tutto. La storia di Nicolò Fagioli è quella di un ragazzo che ha perso il controllo in silenzio, e ha trovato il coraggio di ammetterlo davanti a tutti.
Dalla cantera bianconera alla Serie A
Nicolò Fagioli entra nel settore giovanile della Juventus da bambino e percorre tutta la trafila fino alla prima squadra, con una parentesi in prestito alla Cremonese nella stagione 2021-22 che si rivela decisiva per la sua crescita. Tornato a Torino, si ritaglia uno spazio sempre più importante nel centrocampo di Allegri, guadagnandosi la fiducia del club e dei tifosi con prestazioni di grande personalità. Nel 2023 arriva anche la prima convocazione in Nazionale italiana, consacrazione naturale per un giocatore che sembrava destinato a diventare un punto fermo del calcio azzurro per anni.
Lo scandalo scommesse
Nell’autunno del 2023, Nicolò Fagioli viene travolto dall’inchiesta della Procura di Torino sul calcioscommesse. Gli inquirenti accertano che il centrocampista aveva accumulato debiti enormi su piattaforme illegali, con stime che parlano di cifre fino a 3 milioni di euro. Il meccanismo era perverso: Fagioli scommetteva, perdeva, cercava di recuperare scommettendo ancora, trascinandosi in una spirale sempre più profonda. Secondo le indagini, avrebbe anche contribuito ad allargare la rete, portando altri calciatori sulle stesse piattaforme, tra cui Sandro Tonali, in cambio di compensi legati al reclutamento.
I debiti e il sistema illegale
Ciò che emerge dall’inchiesta va ben oltre la semplice violazione del regolamento sportivo. Nicolò Fagioli non scommetteva per divertimento occasionale, ma viveva in uno stato di dipendenza conclamata dal gioco d’azzardo, alimentato da un sistema clandestino strutturato. I debiti venivano talvolta saldati con beni materiali, orologi di lusso valutati ben oltre il loro prezzo reale. La FIGC gli comminò una squalifica di sette mesi, ridotta grazie alla piena collaborazione con le autorità e all’immediata presa in carico da parte di uno specialista in ludopatia.
Il ritorno e la seconda chance
Scontata la squalifica, Nicolò Fagioli è tornato in campo con la Juventus nella seconda metà della stagione 2023-24, accolto con rispetto da una tifoseria che ha apprezzato la sua trasparenza. A differenza di molti, non ha minimizzato né cercato scappatoie: ha ammesso la dipendenza, ha seguito il percorso terapeutico e ha parlato apertamente di quanto sia facile perdere il controllo. Una maturità inaspettata per un ragazzo di ventidue anni, che ha trasformato il momento più buio della sua carriera in un punto di partenza per ricostruirsi, dentro e fuori dal campo.