Giuseppe Signori – Beppe Gol tra Serie A e calcioscommesse

Beppe Signori legge il libro

Beppe Signori legge il libro

(Nato ad Alzano Lombardo nel 1968)

Giuseppe Signori, per tutti semplicemente Beppe, è stato uno degli attaccanti più letali nella storia della Serie A. Tre volte capocannoniere del campionato, 188 gol nel massimo livello, vice campione del mondo a USA ’94 con la Nazionale di Arrigo Sacchi. Un sinistro che sembrava guidato da un radar e una carriera costruita dopo che l’Inter lo aveva scartato da ragazzino perché “troppo basso”. Poi, nel 2011, tutto si è fermato.

La carriera sul campo

Giuseppe Signori esplode al Foggia di Zeman tra il 1989 e il 1992, dove il suo sinistro diventa un’arma che attira l’attenzione di mezza Serie A. Il passaggio alla Lazio lo consacra: tra il 1992 e il 1997 vince la classifica marcatori tre volte (1993, 1994 e 1996, l’ultima condivisa con Igor Protti) e mette a segno una tripletta su punizione contro l’Atalanta, impresa riuscita solo a lui e a Sinisa Mihajlovic nella storia del campionato. Dopo un passaggio alla Sampdoria approda al Bologna, dove contribuisce alla qualificazione in Coppa UEFA attraverso l’Intertoto 1998 e porta la squadra fino alle semifinali sia di Coppa UEFA che di Coppa Italia.

Lo scandalo del calcioscommesse

Il 1° giugno 2011 Giuseppe Signori viene arrestato nell’ambito dell’inchiesta della Procura di Cremona sul calcioscommesse. Le accuse lo dipingono come una sorta di regista occulto di una rete che manipolava risultati in Serie A e B. La FIGC reagisce con durezza: il 9 agosto dello stesso anno arriva la radiazione a vita dal mondo del calcio. Da eroe dei tifosi a imputato, nel giro di poche settimane.

Signori ha sempre dichiarato la propria innocenza, ammettendo la passione per le scommesse ma negando qualsiasi coinvolgimento nelle combine. Ha raccontato di essere finito nell’indagine dopo un incontro con dei faccendieri che gli avevano proposto di finanziare partite truccate, proposta che aveva rifiutato. Ma il suo nome, pesante e mediatico, era già dentro il fascicolo.