14 agosto 2026 Televisione, spettacolo e sport italiani

Barbara d’Urso: dall’addio a Mediaset al ritorno in Rai

Barbara d Urso - studio televisivo pomeridiano con divano e luci rosa

Barbara d’Urso è stata per quasi vent’anni il volto attorno a cui Mediaset ha costruito il proprio pomeriggio, e la sua uscita dal gruppo di Cologno Monzese resta uno degli scossoni più commentati della televisione italiana recente. Napoletana, formata tra teatro e fiction prima di diventare conduttrice, ha inventato un modo di stare in video che ha diviso il pubblico e fatto scuola.

Gli anni di Canale 5

Il suo dominio si è esercitato soprattutto sul pomeriggio di Canale 5, dove ha tenuto insieme cronaca, gossip e televisione del dolore in un formato che ha finito per definire un’epoca. Il modello univa il rotocalco alla diretta continua, con una gestione del ritmo che ha fatto scuola tra i conduttori più giovani. La parabola di quel contenitore è raccontata nella scheda su Pomeriggio Cinque, il programma che ha guidato più a lungo.

La rottura con Mediaset

Il rapporto con l’azienda si è chiuso in modo brusco e si è spostato sul terreno legale, con un contenzioso ancora in corso tra la conduttrice e il gruppo. È una vicenda che va presa per quello che è al momento, cioè una controversia aperta di cui non esiste una parola definitiva, e che ha comunque segnato uno spartiacque nella sua carriera. L’uscita ha lasciato un vuoto in una fascia oraria che Mediaset ha poi riorganizzato affidandola ad altre firme.

Il ritorno in Rai

Il riavvicinamento al servizio pubblico è cominciato nel 2024 con una ballerina per una notte a Ballando con le Stelle, un’apparizione seguitissima soprattutto per il suo valore simbolico. Secondo i retroscena della stampa televisiva, il passo successivo la porterebbe nella nuova edizione del programma non più come concorrente ma nel ruolo di giurata: si tratta di indiscrezioni, non di un annuncio ufficiale. Il contesto del programma è ricostruito nella scheda su Ballando con le Stelle, storicamente uno dei terreni di scontro più caldi tra Rai 1 e Canale 5.

I nuovi progetti

Fuori dai palinsesti sta lavorando a un podcast e a un docufilm dedicato alla propria vicenda personale e professionale, quest’ultimo realizzato con la collaborazione del figlio Emanuele Berardi. È la strada scelta da diversi volti televisivi usciti dai grandi gruppi: costruire un racconto autonomo prima di rientrare dalla porta principale. Il formato del documentario personale, in particolare, permette di riscrivere la propria immagine pubblica senza passare dal filtro di una rete, ed è diventato negli ultimi anni una tappa quasi obbligata per chi ha vissuto una rottura professionale rumorosa.

Un metodo che ha diviso

Il giudizio sulla sua televisione resta polarizzato e vale la pena registrarlo per intero. Per i sostenitori ha portato in video temi e persone che i contenitori più istituzionali non avrebbero mai ospitato, con un’attenzione ai fatti di cronaca che intercettava una domanda reale del pubblico pomeridiano. Per i critici ha spinto lo stesso racconto oltre il limite del pudore, trasformando il dolore privato in materiale di intrattenimento. Entrambe le letture descrivono lo stesso fenomeno, e spiegano perché il suo nome funzioni ancora come richiamo: pochissimi conduttori italiani generano una reazione così immediata, in un senso o nell’altro.

Barbara d’Urso oggi

Il quadro attuale è quello di una conduttrice in transizione, con un piede nel racconto autoprodotto e uno nella possibilità di un rientro pieno nel servizio pubblico. È una fase che in televisione dura raramente a lungo: o si consolida in un programma proprio, oppure si esaurisce nelle apparizioni da ospite. La direzione che prenderà nei prossimi mesi dirà molto anche sulla strategia della Rai verso i volti cresciuti nella televisione commerciale. Il precedente più citato è quello dei conduttori passati da una sponda all’altra negli anni Duemila, quasi sempre con risultati inferiori alle attese: il pubblico generalista tende ad associare un volto alla rete in cui lo ha conosciuto, e il trasloco richiede tempi lunghi prima di essere metabolizzato. Nel suo caso la variabile in più è l’enorme notorietà, che rende ogni sua apparizione un piccolo evento mediatico a prescindere dal programma che la ospita.