Sandokan – La Tigre della Malesia torna a ruggire

Sandokan

C’è qualcosa di irresistibile nell’idea di un pirata che rifiuta le catene del colonialismo. Sandokan, la Tigre della Malesia, è un personaggio che Emilio Salgari inventò alla fine dell’Ottocento e che la televisione italiana ha subito fatto proprio. Cinquant’anni dopo lo sceneggiato con Kabir Bedi, che segnò un’intera generazione, Rai 1 ha ripreso quella storia e l’ha trasformata in una serie evento internazionale. Il risultato è uno show che porta il nome di Can Yaman nel cuore del prime time di dicembre 2025 con la forza di un blockbuster.

La storia: pirati, profezie e amore impossibile

Borneo, 1841. In un mondo dominato dalla violenza coloniale degli inglesi, Sandokan è un pirata che ha scelto la libertà come unico codice di vita. Solca il Mar della Cina insieme al suo fedele compare Yanez de Gomera (Alessandro Preziosi) e a una ciurma di avventurieri venuti da ogni angolo del mondo. Un giorno, durante l’abbordaggio di un cargo del Sultano del Brunei, Sandokan libera un prigioniero Dayak — un popolo indigeno oppresso da secoli — che crede di riconoscere in lui il guerriero di un’antica profezia, destinato ad affrancare il suo popolo. Sandokan non ci crede. Ma il destino ha altri piani.

Sandokan

Tutto cambia durante un’ardita incursione nel Consolato Britannico di Labuan, quando Sandokan incontra Marianna Guillonk (Alanah Bloor), figlia del Console inglese. È la scintilla che innesca una storia d’amore impossibile, con le forze dell’Impero che si frappongono tra due mondi incompatibili. Sullo sfondo di una giungla tropicale lussureggiante e di acque solcate da navi da guerra, la serie esplora la tensione tra libertà individuale e dovere collettivo, tra passione e appartenenza.

Il cast: Can Yaman e un ensemble internazionale

La scelta di affidare i panni del protagonista a Can Yaman — volto noto al pubblico italiano grazie a Viola come il mare — è stata la mossa più discussa e, alla fine, più azzeccata della produzione. L’attore turco porta a Sandokan una fisicità imponente e una malinconia trattenuta che rendono il personaggio più sfaccettato del semplice eroe d’avventura. Al suo fianco, Alessandro Preziosi costruisce uno Yanez ironico e leale, mentre Ed Westwick (Gossip Girl) incarna con eleganza l’antagonista Lord James Brooke — rivale in battaglia e in amore. Jeremy Irons, nel ruolo dell’Abate Faria, eleva ulteriormente il livello del cast.

Produzione e distribuzione: da Rai 1 a Disney+

Prodotta da Lux Vide — società del gruppo Fremantle — in collaborazione con Rai Fiction, la serie è costata come un kolossal e si vede. Le riprese hanno toccato l’isola della Riunione, la Calabria, la Toscana e il Lazio; a Lamezia Terme è stata costruita l’intera colonia inglese di Labuan. La regia di Jan Maria Michelini e Nicola Abbatangelo restituisce al pubblico italiano la grandiosità visiva che mancava al prime time nazionale. La prima puntata ha raccolto 5,7 milioni di spettatori con il 33,9% di share; la serie ha chiuso con una media del 25,4%. Dal 17 gennaio 2026 è disponibile anche su Disney+.

Perché Sandokan funziona ancora

Oltre all’avventura e alle battaglie navali, Sandokan serie TV funziona perché parla di potere, resistenza e identità. Il Borneo del 1841 è uno specchio deformante del presente: una terra contesa da interessi esterni, dove popoli interi vengono cancellati in nome del profitto. La tigre della Malesia non è solo un personaggio romantico — è una metafora. Ed è per questo che, dopo cinquant’anni, continua a mordere.