Pubblicato il 04/08/2021, 10:40 | Scritto da La Redazione
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Urbano Cairo: I miei conti sono a posto e penso a nuove acquisizioni

Urbano Cairo: I miei conti sono a posto e penso a nuove acquisizioni
La nostra rassegna stampa, con gli estratti degli articoli più interessanti: l'editore nega guai finanziari: «Tengo il mio 60% in Rcs e punto ad acquisti nel digitale». Poi avverte Intesa: «I debiti scendono, dipendo meno dalle banche». La causa con gli americani? «Escludo che possa perderla». Il patron del Toro sforna numeri per dimostrare che il suo gruppo è in salute: «Abbiamo 100 milioni in più di ricavi rispetto allo scorso anno».

Cairo sfida il fondo Blackstone «Non vendo: semmai, mi espando»

La Verità, pagina 15, di Camilla Conti.

Tre agosto 2016-3 agosto 2021. Ieri Urbano Cairo ha festeggiato cinque amni da editore del Corriere delta Sera. Domanda secca: «Il 3 agosto del 2022, ovvero tra esattamente un anno, l’azionariato del Corriere della Sera sarà lo stesso di oggi?». Cairo risponde senza esitazioni: «Di certo il socio di controllo sarà lo stesso». Insomma, non intende diluirsi, né vendere il 60% che oggi possiede di Rcs, il gruppo che edita il Corriere. Anzi, «io non sono un venditore, ma un compratore». Di altre quote del Corrierone? Di altri periodici? Di una radio? «Vedremo, di certo ci sono settori interessanti e non penso solo ai quotidiani, ma anche al mondo del digitale, ai podcast. Intanto brindo a Rcs che continua a crescere con sempre meno debiti».

Cairo è tornato al centro della scena finanziaria in queste ultime settimane dopo che le dimissioni a sorpresa del consigliere di amministrazione di Rcs, Gaetano Miccichè, ovvero l’uomo di Intesa Sanpaolo, che di quella operazione nel 2016 era stato advisor, segnano la fine di un’alleanza e il fischio d’inizio di una partita che si riapre, avendo sullo sfondo la battaglia legale scatenata dallo stesso Cairo tre anni fa, quando il patron del Torino ha deciso di fare causa al più grande fondo del mondo. Un arbitrato ha però stabilito che il contratto di Blackstone è valido e che il fondo Usa ha agito con correttezza, riconoscendo però la non temerarietà della causa e la correttezza di Rcs. Gli americani sono quindi passati al contrattacco e chiedono al gruppo editoriale e al suo presidente (manlevato dal cda) 600 milioni di dollari di danni. In attesa del verdetto della giudice di New York, Andrea Masley, Cairo non ha voluto accantonare nemmeno un euro. E il cda di Rcs della settimana scorsa, riunito per approvare i conti semestrali, ha confermato la linea del presidente e amministratore delegato. «La società, acquisite le valutazioni aggiornate dei propri consulenti legali, ha ritenuto che non sussistano i presupposti per l’iscrizione di fondi rischi», riporta la nota ufficiale diffusa al termine del Consiglio. Cui non hanno partecipato né Marco Tronchetti Provera, né Diego Della Valle. Né, ovviamente Miccichè.

La battaglia legale con Blackstone

Non si sente un po’ isolato nella battaglia contro il fondo Usa? «Proprio per niente. Anche Mediobanca ha votato a favore». Ma ora c’è le battaglia con Blackstone, e le tensioni con Intesa. «Ma quali tensioni? I rapporti con Intesa sono buoni, e se c’è comunque meno rapporto di prima è perché siamo finanziati pochissimo dalle banche, non ne abbiamo bisogno». Cairo sfodera i numeri, «e i numeri mi dicono che abbiamo preso nel 2016 un’azienda con 430 milioni di debiti e che adesso, nel semestre, registra un incremento dei ricavi di oltre 100 milioni rispetto al 2020 e dal lato dei margini un ebitda di 68 milioni, 10 volte tanto quello dell’anno scorso. I numeri mi dicono anche che in cinque anni abbiamo restituito quasi 400 milioni alle banche, abbiamo distribuito 46,8 milioni in dividendi ai soci e creati quasi 500 milioni di cassa».

Proprio ieri ad approvare i conti è stata anche la sua holding, la Cairo Communication, che Cairo presiede e guida come amministratore delegato: nella prima metà del 2021 il risultato netto è stato di 24,5 milioni e si confronta con il dato negativo di 12,7 milioni registrato nello spesso periodo dei 2020. I ricavi consolidati lordi, pari a 583,3 milioni, sono in crescita di 124,7 milioni. Il margine operativo lordo balza a 80,7 milioni (contro 11,6 milioni) e il risultato operativo torna positivo per 43,9 milioni (contro i -25,2 milioni del 2020). Il settore editoriale televisivo (La7) del gruppo ha conseguito un margine operativo lordo di circa 4,2 milioni, in miglioramento di 6,5 milioni rispetto al pari periodo 2020 (quando era risultato negativo per 2,3 milioni). Il risultato operativo è stato negativo per2,6 milioni (contro i -8,5 milioni nel 2020). Nel semestre, la raccolta pubblicitaria sui canali La7 e La7d è stata pari a circa 79,9 milioni (contro i 68,3 milioni nel 2020), con un +17%, rispetto al periodo analogo dell’esercizio precedente, superando i valori del primo semestre 2019.
(Continua su La Verità)

 

(Nella foto Urbano Cairo)