Pubblicato il 28/06/2021, 17:34 | Scritto da La Redazione

Tutti contro gli Over the top

Tutti contro gli Over the top
La nostra rassegna stampa, con gli estratti degli articoli più interessanti: Sky chiede l’intervento dell’Antitrust, Auditel contro la tv fuori dal televisore e la Gran Bretagna che studia leggi per arginare Netflix, Amazon e Disney.

Più segnali indicano che tira aria di tele-guerra

Giornale di Brescia, pagina 27, di Francesco Fredi.

Tira aria di tele-guerra. Sebbene d’estate la tv lineare e persino le piattaforme streaming s’ammoscino e rinviino all’autunno i prodotti importanti, s’infiamma la guerra delle strategie. Perché la tv, comunque intesa e fruita, resta una torta che stimola mille appetiti. Una delle battaglie dura da mesi e dovrà vedere un vincitore entro il 22 agosto, quando partirà il campionato di Serie A: è quella di Sky contro la web-piattaforma Dazn che si prepara a gestire, con TimVision, i diritti esclusivi che ha acquistati dalla Lega per le gare dei prossimi tre anni (a Sky ne restano 3 su 10 ogni turno, non in esclusiva). La mossa più recente, pochi giorni fa, ha visto Sky (che, fra una denuncia e l’altra, avvia dal 1° luglio quattro nuovi canali tematici: Sky Serie, Sky Investigation, Sky Documentaries e Sky Natura) ricorrere – con Wind3 e OpenFiber – all’Antitrust affinché «agisca con urgenza per garantire che il Campionato di A possa essere fruito da tutti i consumatori in condizioni che favoriscono concorrenza e libera scelta».

Le tele-sfide spaziano tuttavia anche fra Paesi e ipotesi legislativo-economiche. A fine maggio il presidente di Auditel , Andrea Imperiali, ha denunciato una tv sempre più vista «fuori dal televisore», cioè sempre più seguita live o on demand sui device digitali; e citato «la grande corsa mondiale al nuovo oro televisivo: lo streaming dei grandi gruppi Ott (Over The Top, cioè via Internet ndr) di scala globale, con squilibrio crescente fra la loro dimensione globale e quella locale degli operatori europei». Tant’è che la Gran Bretagna studia norme per limitare lo strapotere dello streaming (30 milioni di abbonati british) e obbligare Netflix, Amazon Prime Video, Disney ecc. a regole, specie sull’«adeguata classificazione dei contenuti per età», già seguite da Bbc, Itv, Sky e altre.
(Continua su Giornale di Brescia)