Pubblicato il 19/05/2021, 19:05 | Scritto da La Redazione

Daniele Luttazzi: Freccero è stato berlusconiano, ulivista e sovranista

Daniele Luttazzi: Freccero è stato berlusconiano, ulivista e sovranista
La nostra rassegna stampa, con gli estratti degli articoli più interessanti: continua la polemica tra il comico e l’ex direttore di Rai2 sulle pagine de “Il Fatto Quotidiano”.

Caro Freccero, le tue acrobazie sulla Rai non mi hanno convinto

Il Fatto Quotidiano, pagina 8, di Daniele Luttazzi.

Concludiamo l’esame delle balle acrobatiche di Freccero. «Luttazzi chiedeva un compenso di base 100.000 a puntata… troppo al di fuori della possibilità della rete. Per questo non vi furono ulteriori trattative». Falso. Non mi hanno mai messo nella condizione di confrontarmi con nessuno della Rai per parlare del mio compenso: non ci fu infatti NESSUNA trattativa. La Rai è solo scomparsa. «Non potevo prendere Luttazzi a scatola chiusa… Dopo 20 anni non conoscevo la sua nuova produzione, ma sapevo che la vecchia non era compatibile con la Rai di oggi. La Rai2 del 2001 era tutta basata sulla satira, la Rai del 2019 non aveva spazio per performance solitarie, ma solo per un lavoro di gruppo». Scatola chiusa? Poteva tagliare quello che voleva. La Rai del 2019? Dava spazio al talk-show di Fabiofazio, un altro che lavora gratis: perché non al mio? Sarebbe stato un talk-show comico-satirico come quelli che da sempre mietono successi all’estero, e che funzionavano alla grande anche in Italia, prima che mi togliessero di mezzo proprio per quello: comicità e satira funzionano oggi come ieri, ovunque.  Indicai a Freccero un riferimento: il monologo di Rai per una notte. Guardatelo e provate a non ridere, se ce la fate: https://bit.ly/3uNetCC.

«Quella che Luttazzi legge come censura è solo ricerca dell’audience. Le sue performance del 2001 sarebbero “politicamente scorrette” e quindi prive di audience». Che fatto curioso: il “politicamente scorretto” di Pio e Amedeo fa picchi di ascolto, ma Freccero stabilisce che il mio sarebbe privo di audience. Fammi provare, almeno, invece di supporre l’audience inventata che ti fa comodo. Finora i miei varietà e le mie apparizioni tv hanno sempre sbancato l’Auditel. Che è più di quanto si possa dire di Simona Ventura e Alessandro Giuli, per citare solo due flop Rai recenti. «Non tutti gli argomenti sono compatibili con le richieste del pubblico di quel momento». Che ne sai tu delle richieste del pubblico, se non gli dai la possibilità di farsi un’idea del programma?

«Secondo Overton, in ogni epoca, in ogni momento, esiste una finestra che inquadra ciò che può essere detto su un determinato argomento. Se si vuole promuovere un argomento impopolare, bisogna passare attraverso una serie di tappe successive». Usare Overton per giustificare la cassazione della satira dalla Rai è l’argomento più cretino che abbia mai letto in vita mia, poiché è un’apologia del conformismo, con cui la satira non ha nulla a che fare. Ed è darsi una zappa sui piedi, in quanto l’ipotesi di Overton (guarda caso strumentalizzata anche dall’alt-right Usa per la sua propaganda, cfr. Mondon & Winter, 2020) riguardava l’accettazione pubblica delle politiche governative. Cosa c’entra la Rai col governo? Ah, già. Et voilà Freccero: berlusconiano a La Cinq, ulivista nella Rai dell’Ulivo, sovranista nella Rai sovranista.
(Continua in edicola…)

 

(Nella foto Carlo Freccero)