Pubblicato il 08/04/2021, 09:17 | Scritto da La Redazione

Ora Dazn e Sky fanno a pugni anche sulla serie B

Ora Dazn e Sky fanno a pugni anche sulla serie B
La nostra rassegna stampa, con gli estratti degli articoli più interessanti: la piattaforma streaming vuole fare l’en plein, quella satellitare non vuole uscire totalmente di scena. Intanto, viene al pettine il nodo pubblicità-ascolti: quelli della Serie A dovranno essere certificati da Auditel. Lo chiedono gli inserzionisti.

Dazn sfida Sky anche sulla Serie B

MF – Milano Finanza, pagina 13, di Andrea Montanari.

Partita doppia quella tra Dazn e Sky, una sfida infinita che si gioca ora non solo sui diritti tv della Serie A (l’Ott – over the top – si è aggiudicato 10 match di cui sette in esclusiva, ma tre partite al momento sono congelate), ma anche su quelli della B. Anche la serie cadetta deve lanciare la gara per le immagini del triennio 2021-2024. La piattaforma streaming, che ha l’esclusiva per la B (ha pagato 22 milioni all’anno per il periodo 2018-2021), intende partecipare all’asta e provare a fare la doppietta, nonostante si sia impegnata per 840 milioni all’anno (340 milioni garantiti dal partner commerciale Tim) con la Confindustria del pallone.

Ma sulle partite della cadetteria c’è il forte interesse della pay tv satellitare, che in attesa di capire quali saranno le caratteristiche del bando per i tre match di A in co-esclusiva, è intenzionata a investire risorse su tutti gli altri principali campionati di calcio, a partire proprio dalla B. Il network guidato da Maximo Ibarra, come già riferito da MF-Milano Finanza il 26 febbraio, punta ad acquisire le immagini della Coppa Italia, della LegaPro e dei principali tornei europei: la Liga spagnola, la Bundesliga tedesca e la Primeira Liga portoghese. Nel frattempo, come riferito ieri dalla testata specializzata Brand News l’Ott guidato in Italia da Veronica Diquattro intende far misurare le impression e la visibilità dagli advertising verificator attivi sul mercato per poter fornire agli investitori dati certificati da enti terzi rispetto alla piattaforma stessa. Questo perché i centri media e gli investitori pubblicitari avrebbero espresso perplessità circa i numeri (abbonati, spettatori, accessi e così via) di Dazn che, come tutti i player digitali, non rientra nella rilevazioni ufficiali delle società specializzate. Un tema che è all’attenzione di Upa, l’associazione di categoria delle imprese inserzioniste.