Pubblicato il 16/03/2021, 14:33 | Scritto da La Redazione
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Rai: tutte le scelte possibili di Mario Draghi

Rai: tutte le scelte possibili di Mario Draghi
La nostra rassegna stampa, con gli estratti degli articoli più interessanti: il nuovo governo dalla larga maggioranza avrebbe i numeri per fare finalmente la riforma della tv di Stato e renderla indipendente. Ma è quello che vuole veramente la Politica?

Una maggioranza larga può riformare la Rai

ItaliaOggi, pagina 2, di Carlo Valentini.

È comprensibile che la crisi provocata dalla pandemia abbia affievolito il generale interesse verso questioni che altrimenti sarebbero state assai dibattute. Tra queste vi è certamente il rinnovo del consiglio d’amministrazione Rai e di conseguenza dei nuovi assetti interni, dall’a.d. ai direttori dei tg e delle reti. Poiché l’attuale consiglio scade a fine giugno il governo sarà messo alla prova. Draghi ha tre possibilità: 1. Effettuare nomine che di fatto anticipino l’improcrastinabile riforma dell’azienda, spesso annunciata e mai realizzata da una politica interessata a occuparla e lottizzarla. 2. Accordarsi coi partiti che lo sostengono e continuare nella tradizione spartitoria. 3. Prolungare il mandato del consiglio e quindi del vertice rinunciando gattopardescamente a por mano alla riforma.

Il governo sarà giudicato a seconda di come si comporterà poiché non è di poco conto se sceglierà o meno la discontinuità nella gestione della più importante impresa informativo-culturale del Paese. Durante i due governi Conte vi erano state richieste di interventi sull’organigramma della Rai ma sempre si era rinviato (per evitare tensioni tra i partiti) alla scadenza dei mandati. L’occasione ora è arrivata e da Draghi ci si aspetta un’indicazione su come riformare la governance dell’emittente, con un primo passo che potrà essere il rinnovo dei vertici.

La riforma della Rai

Sul suo tavolo è già arrivata anche una lettera del sindacato dei giornalisti Usigrai: «Un governo con una maggioranza così ampia ha tutte le condizioni per varare con urgenza la riforma della governance, per dare alla Rai i livelli di autonomia e indipendenza da partiti e governi chiesti dall’Europa, così come garantiti a istituzioni quali la Banca d’Italia…». Tra le tante ipotesi vi è quella di una fondazione in cui fare convergere manager, esponenti del mondo culturale e rappresentanti dell’editoria privata.

Ma l’importante è che l’azienda diventi volàno per l’industria culturale, contribuendo al suo sviluppo anche all’estero. Ne trarrebbe vantaggio (ne ha un gran bisogno) pure il sistema produttivo poiché la concorrenza avviene sempre più sull’onda del way of life, cioè si vendono prodotti se supportati da un’immagine, uno stile, un contenuto di abitudini e capacità.

 

(Nella foto la sede Rai di Saxa Rubra)