Pubblicato il 03/03/2021, 11:32 | Scritto da Andrea Amato
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Sanremo: lo scollamento dalla realtà non è stato un balsamo lenitivo, piuttosto sembrava l’orchestra del Titanic

Sanremo: lo scollamento dalla realtà non è stato un balsamo lenitivo, piuttosto sembrava l’orchestra del Titanic
La prima serata non ha convinto la platea televisiva, nell’anno in cui tutti sono a casa forzatamente. La totale mancanza di racconto dell’ultimo anno ha pesato molto. Ma ci sono altre quattro serate per correre ai ripari.

Solo 8,3 milioni di spettatori medi hanno guardato la prima serata del Festival di Sanremo 2021

Tutti avremmo scommesso su un dato Auditel da record, anche Zlatan Ibrahimovic l’aveva annunciato in conferenza stampa, perché nonostante le difficoltà nel dare vita a un Festival con le restrizioni Covid, e il teatro Ariston vuoto, forse si pensava che la platea televisiva sarebbe stata enorme grazie al coprifuoco e che la solita inesistente controprogrammazione avrebbe alla fine aiutato questo Sanremo “cenerentola”. E invece così non è stato: la media degli spettatori è stata di 8,3 milioni, davvero bassa. La platea tv è stata di 17,934 milioni, contro i 19,275 milioni del 2020.

Dando grande merito di spirito ad Amadeus, Fiorello, Ibrahimovic e alla eccezionale Matilda De Angelis, però c’è da dire che la prima serata del Festival è stata davvero faticosa da seguire. La scelta volontaria di dilatare il tutto fino all’una e mezza della notte, con solo la metà dei cantanti in gara, alla luce dei fatti non è stata una grande idea. Forse questo era l’anno giusto per comprimere il tutto, per essere più asciutti ed essenziali, per dare tanto spazio ai cantanti in gara e meno a ulteriori intermezzi musicali.

È mancato il racconto della realtà

Un altro grande problema che abbiamo riscontrato, ma anche questo frutto di una scelta di campo da parte di Amadeus e degli autori, è stata quella di ignorare completamente il tema Covid. I pochi minuti dell’ospitata della bella e brava infermiera Alessia Bonari non possono esaurire il racconto di un anno così assurdo per l’umanità. Scegliere canzoni che non parlassero della pandemia e impostare tutto il racconto della serata ignorando deliberatamente quello che ha sconvolto le vite di 6 miliardi di persone, non è un omaggio alla ripartenza e alla leggerezza, ma è un suicidio artistico.

Come si può pensare di far finta che nulla stia accadendo, nascondendosi dietro il dito del “dobbiamo normalizzare”? Il risultato è stato un angosciante scollamento dalla realtà, che le inquadrature di quelle poltrone vuote invece sottolineavano come una sentenza. Purtroppo, l’effetto è stato quello dell’orchestra del Titanic ed è un vero peccato, immaginando l’enorme sforzo di tutti. Ma c’è tempo per correre ai ripari, basta volerlo.

 

@AndreaAAmato

 

(Nella foto le poltrone vuote del teatro Ariston)