Pubblicato il 24/02/2021, 17:34 | Scritto da La Redazione

Montalbano ero, sono e (forse) sarò

Montalbano ero, sono e (forse) sarò
La nostra rassegna stampa, con gli estratti degli articoli più interessanti: lunedì ultimo episodio. Ma Luca Zingaretti dice: «Con Sironi e Ricceri eravamo complici, compagni di trincea. Un anno fa avevo detto che non sapevo se avrei avuto voglia di tornare sul set senza quei due punti di riferimento importanti e ora non posso che dire la stessa cosa. Anche perché quest'anno il tempo si è fermato e non c'è stato modo di elaborare il lutto. Quando la vita ricomincerà vedremo cosa fare»

Rai1, l’ultimo Montalbano. Ma finirà così?

Avvenire, pagina 24, di Tiziana Lupi.

Che ne sarà de Il commissario Montalbano ora che, con Il metodo Catalanotti (lunedì 8 marzo su Rai1) sono finiti i film girati e la serie, tra il 2019 e il 2020, ha perso non solo l’autore dei romanzi da cui è tratta, Andrea Camilleri, ma anche il regista Alberto Sironi e lo scenografo Luciano Ricceri? La domanda è più complicata di quanto potrebbe sembrare e sia il produttore Carlo Degli Esposti sia il protagonista Luca Zingaretti prendono tempo: È presto per parlarne – afferma il primo -. Ci sarà un momento, dopo il Covid-19, in cui prenderemo una decisione sul futuro. Per ora mi basta dire che per me e per tanti altri Montalbano è eterno».

La porta, però, rimane aperta anche perché ne Il metodo Catalanotti vedremo un commissario ben diverso dall’uomo fedele alla fidanzata Livia cui eravamo abituati e, come assicura Degli Esposti, «non si può lasciare Montalbano innamorato e disperso». Contrariamente alle altre volte, in cui il commissario aveva sempre resistito alla tentazione della spasimante di turno, stavolta cede al fascino di una giovane collega (interpretata da Greta Scarano) e per lei si dice disposto a tutto, persino a lasciare non solo l’ignara Livia, ma anche la Polizia.

I racconti mancanti di Camilleri

Dal canto suo, Luca Zingaretti assicura che, nonostante gli oltre vent’anni alle spalle (il primo film della serie è andato in onda nel 1999), «l’entusiasmo è quello di sempre, da parte mia non c’è alcuna stanchezza. Se Camilleri fosse vivo, non staremmo qua a parlare». Purtroppo, come dicevamo, le persone scomparse sono ben tre: «Con Sironi e Ricceri eravamo complici, compagni di trincea. Un anno fa avevo detto che non sapevo se avrei avuto voglia di tornare sul set senza quei due punti di riferimento importanti e ora non posso che dire la stessa cosa. Anche perché quest’anno il tempo si è fermato e non c’è stato modo di elaborare il lutto. Quando la vita ricomincerà vedremo cosa fare».

Il materiale certo non manca: ci sono Riccardino, il romanzo con la fine di Montalbano che Camilleri scrisse nel 2005 chiudendolo in cassaforte, e tanti racconti mai utilizzati. Nell’attesa del futuro, si può rivolgere uno sguardo al passato: «A Montalbano credo di avere dato tanto delle mie capacità professionali e anche qualche mio difetto umano. Ho capito subito che era un personaggio meraviglioso da raccontare perché è pieno di chiaroscuri e, dietro di sé, aveva un autore che, attraverso di lui, raccontava la sua visione del mondo».

 

(Nella foto Il commissario Montalbano)