Pubblicato il 22/02/2021, 19:05 | Scritto da La Redazione

Netflix non si ferma nemmeno davanti alle manette

Netflix non si ferma nemmeno davanti alle manette
La nostra rassegna stampa, con gli estratti degli articoli più interessanti: Anna Delvey (in realtà la stagista Anna Sorokin), la truffatrice che si spacciava per la discendente di una famiglia ricchissima riuscendo, così, a farsi dare centinaia di migliaia di dollari da ignari frequentatori dell'alta società newyorchese, è stata contattata e messa sotto contratto prima ancora di essere processata e condannata, nel 2018.

E la falsa vita di Anna Sorokin è già una serie tv

Corriere della sera, pagina 20, di Massimo Gaggi.

La fame di storie originali, fatti di cronaca avvincenti da trasformare in sceneggiati da vedere al pubblico sterminato che si sposta dalle reti tv allo streaming e al video on demand, spinge Netflix, HBO, Amazon, Disney, Hulu, MGM e altri a una concorrenza che porta a romanzare non solo fatti storici, ma anche eventi in pieno svolgimento. Come la corsa a raccontare la rivolta dei piccoli risparmiatori digitali contro Wall Street che ha portato alle stelle il titolo Gamestop: Neflix ha affidato la sua serie a un grande sceneggiatore, Mark Boal, e ha cominciato a scegliere gli attori quando in Borsa quella catena di negozi di videogiochi faceva ancora faville (ora le quotazioni sono crollate). Un tentativo di questo produttore di bruciare sul tempo MGM, altro gigante della cinematografia, anch’esso già al lavoro su una storia finanziaria ancora in corso.

Ma, si sa, ad attirare negli sceneggiati è soprattutto il crimine. E allora i produttori vanno a caccia di vicende morbose o imbarazzanti, magari offrendo lauti compensi a protagonisti di reati più o meno gravi per ottenere diritti esclusivi. E già successo per casi come quello del Fyre Festival, una manifestazione musicale organizzata nel 2017 via web con l’intervento di molti influencer che, in realtà, era una truffa, o per Bad Blood: il libro sul caso Theranos che sta diventando uno sceneggiato dopo che l’avventura finita male di Elizabeh Holmes – la diffusione di un inesistente metodo rivoluzionario per analizzare il sangue – era già stata trasformata in documentarlo.

La storia di Anna Sorokin

Ma la corsa di Netflix a sceneggiare la storia della falsa ereditiera Anna Delvey (in realtà la stagista Anna Sorokin) rappresenta un salto di qualità in questa lotta a perdifiato: perché, come rivela oggi la BBC che ha ottenuto i documenti originali, la truffatrice che si spacciava per la discendente di una famiglia ricchissima riuscendo, così, a farsi dare centinaia di migliaia di dollari da ignari frequentatori dell’alta società newyorchese, è stata contattata e messa sotto contratto dal gigante delle produzioni prima ancora di essere processata e condannata, nel 2018.

Né la rete si è limitata a mettere sotto contratto lei: Netflix ha scritturato anche Jessica Pressler, autrice dell’articolo pubblicato dal sito The Cut, che per primo ha dato notorietà alle avventure di Anna Delvey. Scoperta, Anna Sorokin venne processata, condannata e finì dietro le sbarre nel carcere di Rikers Island.

 

(Nella foto Anna Sorokin)