Pubblicato il 09/02/2021, 11:32 | Scritto da La Redazione

In Rai c’è il panico: come facciamo a parlare con Mario Draghi?

In Rai c’è il panico: come facciamo a parlare con Mario Draghi?
La nostra rassegna stampa, con gli estratti degli articoli più interessanti: come sempre quando c’è un cambio di Governo, in viale Mazzini scatta la paura. Soprattutto se il nuovo premier non è di un partito tra quelli che hanno lottizzato la tv di Stato. E quindi con chi si parla per parlare con Mario? Cercasi un portavoce.

Draghi di tutto, di più

Il Foglio, pagina 4, di Simone Canettieri.

Primo lunedì draghiano, menù del pranzo del Tg1: quattro servizi in apertura. Ovvero: i “nodi” del premier incaricato e la “sintesi”; situazione nel M5s con pari visibilità per Di Maio e il premier dimissionario (come da sottopancia) Conte; i tormenti del Pd (con inserti di Leu); il bivio nel centrodestra tra Salvini, Tajani, Meloni. Anche in Rai, vedetta dei tempi che mutano, ci vanno con i piedi di piombo. «Sarà interessante capire come comunicherà il premier», confida Giuseppe Carboni, direttore del Tg1. Al settimo piano di viale Mazzini non conoscono il destino che li attende. Chi è vicino all’ad Fabrizio Salini riflette sull’ovvio: bisognerà vedere chi sarà il prossimo ministro dell’Economia. In molti – eccetto forse il diretto interessato – danno Salini in uscita quando scadrà il consiglio d’amministrazione in estate. E riflettendo sulla figura di Draghi, commentano: «II prossimo ad sarà un uomo di gestione e non di produzione. Un manager. Dovrà pensare a 60 milioni di passivo».

La Rai come ai tempi di Monti? «Draghi privatizzerà i canali?», riflettono nel potente sindacato Usigrai. Paura. Di sicuro la Lega prepara la riscossa: Massimo Ferrario, giorgettiano già presidente della provincia di Varese e già direttore di Rai2, potrebbe prendere il posto in cda di Igor De Biasio. Così come raccontano – ma in Rai si sa si chiacchiera molto – dell’attivismo di Giampaolo Rossi, nel cda in quota Fdi, per convincere Giorgia Meloni ad aprire canali con Draghi (nel BisConte in Rai Meloni aveva costruito un patto con il Pd per contare più della Lega).

Il portavoce

La Rai dunque rientra in quel pezzo di Roma curioso e scalpitante (sembra il Salotto rosso di Nantas Salvalaggio) che cerca di prendere le misure al premier incaricato. Nel dubbio: panico e ansia da prestazione. «Come si chiama la portavoce, insomma, la dottoressa di Bankitalia che cura, per adesso, la comunicazione di Draghi? Troviamo il numero!», sono gli ordini alle redazioni dei tg. Sono tutti un po’ spaesati. E in attesa. In queste ore Roma chiama Milano. Anzi Milanello. Nel Pd, e non solo, sono in molti a cercare Paolo Scaroni, “amico” (così si dice) di Draghi per un’intercessione, una buona parola, un ragionamento. Roma s’offre e soffre. E non solo perché l’ex capo della Bce mancava dalla Capitale da anni. Ma perché il suo giro è così ristretto, così Bankitalia, così impenetrabile.

 

(Nella foto Mario Draghi)