Pubblicato il 21/01/2021, 14:34 | Scritto da La Redazione
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Netflix buca il muro dei 200 milioni di abbonati

Netflix buca il muro dei 200 milioni di abbonati
La nostra rassegna stampa, con gli estratti degli articoli più interessanti: anno d’oro per la regina dello streaming. Che incassa di più e spende di meno, rimane, comunque, carica di debiti e vola in Borsa.

Netflix, un 2020 da incorniciare

Italia Oggi, pagina 17, di Claudio Plazzotta.

Netflix chiude un 2020 da incorniciare quanto a salute dei suoi conti: ricavi a quota 25 miliardi di dollari (+24% sul 2019), risultato operativo a 4,6 miliardi (+76%), utili netti per 2,7 miliardi (+48%), abbonati che superano i 203 milioni (+37 milioni rispetto al 2019). E, soprattutto, una cassa clamorosamente positiva per 1,9 miliardi di dollari, rispetto ai -3,3 miliardi di dollari del 2019. Era infatti la cassa il tasto dolente di Netflix, che da anni chiudeva gli esercizi con uscite superiori alle entrate per miliardi di dollari, costringendo il gruppo a dolorosi e soprattutto costosi finanziamenti sul mercato, con emissione di bond.

Come spiega Spencer Neumann, chief financial officer di Netflix, «la cassa è stata positiva per 162 milioni di dollari nel primo trimestre 2020, per 899 milioni di dollari nel secondo trimestre, per 1,14 miliardi di dollari nel terzo trimestre, mentre è negativa per 284 milioni di dollari nel quarto trimestre». E, ovviamente, l’effetto Covid-19, che ha frenato molte produzioni 2020, e le conseguenti uscite finanziarie, mentre ha dato la spinta agli abbonamenti, e alle conseguenti entrate, con la gente chiusa in casa causa pandemia.

Verso la fine dell’anno gli investimenti in nuove produzioni sono ripresi, «ma nel 2021 il nostro free cash flow sarà in pareggio. Dal 2022 genereremo cassa, e quindi non avremo più bisogno di rivolgerci al mercato per compensare lo sbilancio di cassa. Nostra intenzione, comunque, è quella di mantenere un indebitamento lordo tra i 10 e i 15 miliardi di dollari».

I conti

Per il primo trimestre del 2021 Netflix prevede ricavi a 7,13 miliardi di dollari (+23,6% sul primo trimestre 2020), risultato operativo di 1,78 miliardi (+86%) e utili netti di 1,35 miliardi (+91%), con abbonati stimati a quota 209,6 milioni (+14,6%). E ormai chiaro che quasi tutta la crescita di Netflix dovrà a questo punto essere generata in mercati esterni rispetto al Nord America.

E in effetti dei 37 milioni di abbonati in più del 2020 (la crescita più alta di sempre per Netflix), il 41%. arriva dall’area Emea e il 25,1% da quella Apac. Stati Uniti e Canada, nel quarto trimestre del 2020, valgono 73,9 milioni di abbonati (+9,2%), con un arpu (ricavi medi mensili per ciascun abbonato) di 13,51 dollari (+2,2% rispetto al quarto trimestre 2019). L’area Emea (Europa, Medioriente, Africa) porta a Netflix 66,7 milioni di abbonati (+28,8%), con un arpu medio pari a 11,05 dollari (+5,1%). L’America latina è a quota 37,5 milioni di clienti Netflix (+19,4%), con un arpu però in calo a 7,12 dollari (-13%.). Infine, Asia-Pacifico pesa per 25,5 milioni di abbonati (+57%), con un arpu di 9,3 dollari (+2,7%).

 

(Nell’immagine il logo di Netflix)