Pubblicato il 19/01/2021, 17:35 | Scritto da La Redazione

E dopo Sanpa, ecco Yara Gambirasio e Bibbiano

E dopo Sanpa, ecco Yara Gambirasio e Bibbiano
La nostra rassegna stampa, con gli estratti degli articoli più interessanti: sull’onda del successo i produttori della docuserie su Vincenzo Muccioli (distribuita in 190 Paesi) preparano altre proposte per Netflix. Che se li coccola.

Arrivano le docuserie su Yara e Bibbiano

La Libertà, pagina 21, di Claudia Casiraghi.

Quale successo avrebbe avuto SanPa – Luci e tenebre di San Patrignano, la prima docu-serie italiana che Netflix abbia voluto produrre, era impossibile a dirsi. Gianluca Neri, storico autore di Macchianera oggi a capo della 42, società di produzione che lo ha sviluppato, scritto e prodotto, ha ammesso di non aver osato nemmeno sognare un clamore tale. «Un po’ (me lo sarei aspettato, ndr), ma certo non tutto questo», ha dichiarato all’Ansa, spiegando come il fenomeno SanPa sia stato motore di altro: una sorta di missione educativa, in nome della quale la 42 di Neri si farà produttrice di diverse, e altrettanto impegnate, produzioni televisive. La società, una piccola eccellenza italiana nata nel 2019, ha promesso di realizzare quarantuno, nuove produzioni.

E, tra queste, ad aver catturato l’attenzione del pubblico sono, soprattutto, due. Neri, che pur non ha stretto ancora alcun accordo con emittenti televisive o piattaforme streaming, si è detto pronto a raccontare la storia di Yara Gambirasio e, prima, l’orrore dei bambini strappati alle famiglie tra Bibbiano e Rignano Flaminio. «(Con SanPa, ndr) pensavamo di poter coinvolgere reduci di quegli anni, invece ci sono tantissimi giovani ai quali abbiamo raccontato un mondo che neppure immaginavano», ha spiegato Neri, la cui docu-serie Netflix è entrata di prepotenza tra i titoli più visti in Italia sulla piattaforma online, appena dopo la leggerissima (e fortunatissima) Bridgerton. «Tante volte ci siamo commossi anche noi durante il montaggio, certe cose ti fanno torcere lo stomaco, ti fanno pensare. Per questo anche il futuro della 42 sarà così: raccontare in profondità storie di questo tipo, senza avere presunzioni, preconcetti».

Da un’idea di Selvaggia Lucarelli

Giudizi di parte che, nella ricostruzione televisiva di fatti realmente accaduti, possano influenzare lo spettatore e viziare di conseguenza l’oggettività di quel che si trova a guardare. Come Neri abbia intenzione di fare, se voglia riproporre un’inchiesta a puntate o affidare ad attori professionisti l’interpretazione di vicende dolorose, non è chiaro. Ma il produttore, la cui opera prima, SanPa, ha fatto il giro del mondo, conquistando 190 Paesi totali, ha parlato di un rigore proprio della cronaca giornalistica.

«Per primo, potrebbe andare in onda un progetto proposto alla società da Selvaggia Lucarelli: Kid’s don’t lie, i bambini non mentono, che ripercorre il filo, ingarbugliato, di casi strumentalizzati con al centro l’infanzia tra Rignano Flaminio e Bibbiano», luoghi in cui l’orrore non è stato imputato alla sola esistenza del male, ma al silenzio omertoso e alla connivenza della classe politica.

 

(Nella foto Yara Gambirasio)