Pubblicato il 31/12/2020, 14:02 | Scritto da Andrea Amato

Addio 2020, l’anno che ha messo al tappeto la tv generalista

Addio 2020, l’anno che ha messo al tappeto la tv generalista
Nonostante tutti dicano che sono stati i 12 mesi migliori per gli ascolti televisivi tradizionali, i dati ci dicono che gli OTT corrono a velocità doppia, ma soprattutto il target giovane vive su altre piattaforme.

Buon anno a tutti da TvZoom

Si chiude, finalmente, un anno terribile per l’umanità e quindi anche per la tv. La pandemia da coronavirus ha dato un durissimo colpo al sistema televisivo italiano, cresciuto negli ascolti, ma crollato negli investimenti pubblicitari. Gli ultimi mesi dell’anno hanno parzialmente coperto la voragine del primo semestre, ma gli editori tradizionali sono in grande sofferenza e, come nel 2008, tutti pensano che il 2020 sia un punto di non ritorno.

Chiusi in casa per mesi, gli italiani under 50 hanno scoperto nuove abitudini, dalla spesa on line alla tv in streaming (sorvoliamo sulla pizza fatta in casa), che ormai ha un’offerta davvero ampia. Secondo JustWatch, durante il primo lockdown le quote di mercato degli OTT erano così suddivise: Netflix 29%, Amazon Prime Video 23%, Disney+ e Infinity 9%, NowTv 7% e altre (TimVision, Apple+, Rakuten Tv, Chili Tv, ecc…) 24%.

Duro colpo alla tv generalista

A farne le spese la tv generalista, che per colpa della contrazione dei budget ha inevitabilmente abbassato il numero di produzioni e anche la qualità. Secondo Auditel la televisione tradizionale italiana ha goduto di ottima salute in questo 2020, ma non si specifica che il pubblico è sempre più anziano e che forse la stessa Auditel, i cui soci di riferimento sono proprio gli editori generalisti, ha ormai un metodo di rilevazione obsoleto. Se sono stati fatti passi da gigante sulla total audience, la ricerca sugli apparecchi a campione (16 mila famiglie) sembra ormai fuori dal tempo, troppo poco rappresentativa in una frammentazione di consumo così ampia.

Poi c’è un anche un problema di prodotto. I grandi editori Rai e Mediaset, per esempio, da anni non hanno un ricambio generazionale di talent e questo, inevitabilmente, diventa poco attraente per i target più giovani, che vanno su altre piattaforme a cercare nuovi idoli di riferimento. Per esempio Twitch. Insomma, la tv italiana deve riformarsi profondamente per sopravvivere a questo terremoto, trovando nuovi linguaggi, nuovi volti e nuove dinamiche produttive per riuscire a trovare nuovi spettatori. Impresa ardua, lo so. Buon anno a tutti.

 

@AndreaAAmato