Pubblicato il 17/12/2020, 17:03 | Scritto da La Redazione

Luca Bizzarri, il re di Twitter

Luca Bizzarri, il re di Twitter
La nostra rassegna stampa, con gli estratti degli articoli più interessanti: il genovese più eclettico che ci sia racconta la sua esperienza sul social network, dov’è seguitissimo. «Un milione e mezzo di follower? Penso di essere credibile quando dico che non ne ho mai comprato uno, non so bene come funzioni. Ma quando hai molti follower, in automatico, molti sono finti».

Il comico che fa sembrare Twitter un posto quasi intelligente

Domani, pagina 13, di Daniele Rielli.

Luca Bizzarri oltre a essere un artista eclettico – attore, presentatore, comico, da un po’ di tempo anche presidente della fondazione del palazzo Ducale di Genova – è anche un pensatore indipendente, come sanno bene i suoi follower su Twitter, un social network quasi del tutto immune all’intelligenza che però Bizzarri riesce spesso a illuminare con una battuta, un’affermazione, una parola libera. Arriva ora in libreria con Disturbo della pubblica quiete, il suo primo romanzo ambientato nella notte di una Genova mai nominata direttamente. Una vicenda che nasce da uno dei consueti eccessi italiani di burocrazia e diventa un viaggio nei vicoli e nelle vite nascoste della città. Della tensione fra un carattere libero, pragmatico, poco ideologico e la realtà del moralismo digitale in cui ci troviamo sempre più invischiati è indicativa anche la prima scena del libro in cui un poliziotto piuttosto che portare in questura e segnalare un ragazzo trovato con un paio di canne in tasca gli offre come alternativa una piccola punizione corporale: una “biccellata” all’orecchio.

«In quella situazione è il punto di partenza a essere assurdo, il fatto che avere due canne in tasca presupponga un arresto, quello che succede dopo è quindi una concatenazione di assurdità. L’idea mi venuta da una storia vera di un poliziotto della stradale che tanti anni fa, ormai è una vicenda andata in prescrizione, si metteva il sabato sulla Doria-Creto, una strada qui vicino a Genova dove andavano i motociclisti a fare le gare. Facevano le multe ma non cambiava niente, quindi dopo un po’ si è stufato e si è messo a offrire una scelta, o la multa o un colpo di paletta sulle mani, perché così si sarebbero ricordati di lui molto di più. Mi ha detto che tutti sceglievano la paletta».

Oggi una scelta del genere sarebbe impossibile, basterebbe un telefono nei dintorni per finire immediatamente sulla barra destra di qualche giornale. La propensione a portare il mondo sui social non è però estranea nemmeno a Bizzarri: «Ho anche io questo istinto, quello della risposta soprattutto, quando leggo una cosa che è una scemenza urlo che è una scemenza Io poi ho proprio degli haters che qualsiasi cosa pubblichi non vedono l’ora di dire che sono una merda, con loro mi diverto perché mi fanno sentire intelligente, alcuni sono veramente dei minus habens che ti insultano senza aver capita che stai dicendo l’esatto contrario di quello per cui ti attaccano. Oggi ho pubblicato una parodia di Report che abbiamo fatto a Quelli che il calcio… e sotto è nata una discussione su quanto sia attendibile Report come trasmissione».

 

(Nella foto Luca Bizzarri)