Pubblicato il 03/12/2020, 17:33 | Scritto da La Redazione
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Massimo Ranieri si candida per il Festival di Sanremo 2022

Massimo Ranieri si candida per il Festival di Sanremo 2022
La nostra rassegna stampa, con gli estratti degli articoli più interessanti: l’artista napoletano esce oggi con un nuovo disco e in un’intervista dice di voler presentare la kermesse sanremese dopo Amadeus.

Massimo Ranieri: «Sanremo? Lo condurrei volentieri»

Il Mattino, pagina 14, di Federico Vacalebre.

Massimo “Stakanov” Ranieri non si smentisce: compare su Zoom per annunciare le novità che lo riguardano, che sarebbero, appena appena, uno show televisivo, un nuovo album con collaborazioni eccellenti, una collana di ristampe dei suoi LP. Ma, fedele alla propria irrequietezza, annuncia anche l’album successivo, con ulteriori griffe pregiate, e butta lì: «Mi piacerebbe condurre Sanremo, certo, se mi vogliono dopo Amadeus io sono pronto. Direttore artistico? Meglio di no, che giudicare non fa per me, qui giudica uno solo e sta nel cielo».

Massimone, e da cantante? Ci torneresti all’Ariston?
«No, guagliò, so viecchio. L’anno scorso Amadeus mi voleva con uno degli inediti del mio nuovo disco in uscita domani, Quie adesso, ma gli ho spiegato che non avevo più l’età. Poi Tiziano Ferro mi ha invitato e sono tornato comunque all’Ariston».
Dove trionfasti nel1988.
«E pensare che dovevo portare in gara un’altra canzone, Pierina, cambiai idea all’ultimo minuto: passai per caso, di sera, dagli uffici della Wea e decisi sull’istante di andare in gara con il capolavoro di Marrocchi e Artegiani».
Fu un trionfo.
«Papà svenne davanti alla tv all’annuncio della vittoria. Il giorno dopo lasciai tutto e tutti e scappai a festeggiare a Napoli, lunedì ero già a teatro a Roma con Rinaldo in campo».
Il disco, in qualche modo, nasce proprio dal fatto che il teatro ti ha spesso impedito di portare in scena le canzoni dei tuoi dischi.
«È vero: voglio dare loro una seconda vita, che poi è la prima, a Via del conservatorio o Quando l’amore diventa poesia, approfittando di un mito come Gino Vannelli».

Il grande canadese ha vestito di nuovo i tuoi brani del periodo ‘71-‘74, dandogli nuovo spessore strumentale. E firma nei due cd anche gli arrangiamenti dei cinque preziosi inediti che si aggiungono ai 12 brani di repertorio.
«Quando il sogno diventa inutile me lo regalò Aznavour: eravamo a casa sua, in Costa Azzurra, davanti a un bicchiere di vino rosso italiano. “È tua”, mi disse, io ricambiai con un ulivo del mio amico Al Bano. Il testo di Gianni Togni è perfetto per questa chanson. Charles è il mio faro per la canzone come Strehler lo è per il teatro: aver cantato con lui in piazza San Marco nel 2010 mi ha reso felice».
Continuiamo con gli inediti.
«Mia ragione, un regalo di Fabio Ilacqua, l’avevo presentata a Sanremo. Poi c’è Un tango per me, Una favola d’amore e Siamo uguali, versione in italiano di We are brothers di e con Vannelli, brano registrato in parte a Roma e in parte in Canada. Lui è un mito, ci siamo intesi in inglese e francese anche se è di origini italiane, la nostra lingua non la conosce proprio».
E l’inedito di Modugno di cui si è parlato?
«Uscirà nel prossimo album, magari a settembre 2021, con Mauro Pagani di nuovo al mio fianco e altri inediti, tra cui uno di Fossati».

 

(Nella foto Massimo Ranieri)