Pubblicato il 01/12/2020, 11:31 | Scritto da La Redazione

Claudio Baglioni: “Io, Sanremo e Mina”

Claudio Baglioni: “Io, Sanremo e Mina”
La nostra rassegna stampa, con gli estratti degli articoli più interessanti: «Lei direttore artistico del Festival? Benissimo. Il gran gusto e quel rapporto con la canzone libero da qualsiasi pregiudizio la rendono una candidata ideale. L'unica controindicazione è data dal fatto che a Sanremo il direttore artistico non stappa solo lo spumante, ma porta pure i tramezzini e fa un lavoro quotidiano che va ben oltre la parte strettamente musicale», dice il cantante.

Claudio Baglioni: «Sanremo? Un lusso, torno solo da ospite»

QN – Quotidiano Nazionale, pagina 25, di Andrea Spinelli.

Fatto interamente a mano. Claudio Baglioni ci tiene che il suo sedicesimo album in studio In questa storia che è la mia, sul mercato da venerdì, goda dell’imprimatur di un alto artigianato. Anche perché con le sue sonorità Anni ‘70 e le strizzate d’occhio alla stagione di Oltre, questa nuova prova sembra voler rimarcare il grande avvenire dietro le spalle che fa del cantore della maglietta fina l’ultimo vero divo della canzone italiana.

Presenterà tutto giovedì sera alle 21 su RaiPlay e Rai Radio2. Dal precedente Con Voi sono passati 7 anni. Claudio dice che il lavoro su queste 14 nuove canzoni (a cui si aggiungono un’ouverture, 4 interludi piano e voce, e il finale dando vita a una piccola opera pop) gliene ha portati via 3, ma nei rimanenti 4 non è rimasto certo con le mani in mano, viste le due tournée, il progetto Capitani Coraggiosi in condominio con Gianni Morandi e, soprattutto, due Festival di Sanremo nei panni di direttore artistico-conduttore.

Mina s’era candidata a succederle, ma – fa notare il figlio Massimiliano – nessuno l’ha chiamata. Lei come la vedrebbe in quel ruolo?
«Benissimo. Il gran gusto e quel rapporto con la canzone libero da qualsiasi pregiudizio la rendono una candidata ideale. L’unica controindicazione è data dal fatto che a Sanremo il direttore artistico non stappa solo lo spumante, ma porta pure i tramezzini e fa un lavoro quotidiano che va ben oltre la parte strettamente musicale».
Vale a dire?
«lo ho incontrato sindacati, maestranze, funzionari e categorie con cui mai avrei immaginato di dovermi confrontare. Questo aspetto non so quanto potrebbe essere compatibile con Mina. Lei, comunque, potrebbe avere una direzione artistica tout-court lasciando il resto delle mansioni a qualcun altro».

E lei lo rifarebbe una terza volta?
«Mah. Ero in dubbissimo il primo anno e molto più che in dubbissimo il secondo. Alla fine, dissi sì perché il direttore generale Mario Orfeo trasferì a casa mia mezza Rai dando vita ad un’unità di crisi mossa da un unico fine: convincermi. Fare Sanremo è un lusso e, in quanto tale, ne devi usufruire poco se no che lusso è? Potrei tornare da ospite, ma come mi ha fatto notare qualcuno non si può uscire papi e rientrare cardinali».
Meglio, dunque, lavorare a un progetto articolato come questo che, con un termine un po’ obsoleto, potremmo definire un “album concept”.
«Mi sono messo all’opera con l’idea di realizzare un album racconto figlio di altri due miei dischi precedenti come Oltre e Strada facendo. Un album di suoni veri, arrangiato da Celso Valli e Paolo Gianolio. Tutto per recuperare quella incisività che il tempo, con l’esperienza e l’eleganza portata in dote, a volte può finire un po’ per allentare».

 

(Nella foto Claudio Baglioni)