Pubblicato il 30/11/2020, 14:34 | Scritto da La Redazione

Le Iene inguaiano Giuseppe Conte

Le Iene inguaiano Giuseppe Conte
La nostra rassegna stampa, con gli estratti degli articoli più interessanti: inseguita da Filippo Roma, la fidanzata del premier, Olivia Paladino si rifugiò in un supermercato per sfuggire alle domande sul controverso decreto favorevole a suo padre. E fu “salvata” dalla scorta della presidenza del Consiglio. A che titolo? Indagherà il Tribunale dei Ministri.

Conte e la scorta alla compagna, indagato per la denuncia di FdI

Corriere della sera, pagina 6, di Ilaria Sacchettoni.

Il premier Giuseppe Conte potrebbe aver abusato della propria scorta per fini personali, lasciando che a servirsene fosse la compagna, Olivia Paladino, per sfuggire a un agguato de Le Iene. La Procura di Roma indaga sull’episodio ipotizzando, al momento, il reato di abuso d’ufficio. A breve l’incartamento sarà inviato al tribunale dei ministri per valutare se procedere o archiviare l’indagine.

La denuncia dalla quale tutto è partito è stata presentata dalla parlamentare di Fratelli d’Italia, Roberta Angelilli, anche sulla scorta di quanto sintetizzato sul quotidiano La Verità. E infatti, il 30 ottobre scorso, il giornale diretto da Maurizio Belpietro riportava la notizia di un parapiglia esploso pochi giorni prima (il 26 ottobre scorso) quando Filippo Roma, giornalista de Le Iene aveva cercato di intervistare la Paladino sulla questione del controverso decreto che favorirebbe suo padre, Cesare Paladino, titolare dell’Hotel Plaza, sotto il profilo tributario.

Cos’è successo

La scena è la seguente: la Paladino, incalzata da Roma, si rifugia nel piccolo supermercato di piazza della Fontanella borghese, dove viene «soccorsa» dagli agenti della scorta della presidenza del Consiglio, lì davanti. In particolare sarebbe stato un addetto del supermercato a fare riferimento agli uomini della scorta. Ma perché questi ultimi erano lì? Ed è vero che la compagna del premier li ha ingaggiati senza avere alcun titolo per farlo?

«Se effettivamente la Paladino avesse usufruito di agenti della scorta del presidente del Consiglio si sarebbe verificato un uso improprio di personale con funzioni di sicurezza relative a soggetti che ricoprono funzioni pubbliche» si legge nell’esposto finito sulla scrivania del procuratore capo di Roma Michele Prestipino. Intanto i magistrati hanno convocato Roma come persona informata sui fatti e da lui si sono fatti spiegare ragioni e modalità della tentata intervista.

 

(Nella foto Giuseppe Conte e Olivia Paladino)