Pubblicato il 25/11/2020, 14:01 | Scritto da La Redazione

Pippo Baudo preoccupato per il ritorno in Tv di Beppe Grillo

Pippo Baudo preoccupato per il ritorno in Tv di Beppe Grillo
La nostra rassegna stampa, con gli estratti degli articoli più interessanti: «Il pubblico non sa più se deve ridere di un tribuno giullare o dissentire di fronte al leader di un movimento politico. Io gliel'ho anche detto, più volte. Fai il comico soltanto. Lascia perdere».

Baudo avvisa Grillo

Il Foglio, pagina 1, Salvatore Merlo.

«Vorrebbe ritrovare il tempo in cui faceva ridere, andando a caccia di se stesso. Lo capisco». La politica l’ha stufato. Immalinconito. dicono. Assieme alle dolorose vicende famigliari. Anche gli amici e i collaboratori lo descrivono addirittura disperato. Ci sono scelte che sanno di malessere più che di essere? «Non saprei, ma me lo immagino Beppe Grillo. Mi sembra di vederlo. Prima della politica è stato un grande comico, nel paese delle risate. Ma guardate che nella vita non si torna indietro facilmente». Il tempo passa, dice Pippo Baudo. Ci si trasforma. Le esperienze fatte, le cose dette, i vaffanculo scagliati, segnano. La politica ha cambiato non solo l’umore ma anche la natura di Grillo?

«È una ganga che forse non è più possibile separare, anche se spero nel contrario». E allora chissà se anche lui, Baudo, che lo scoprì più di trent’anni fa, non vorrebbe tornare al passato come Grillo. Tornare ai tempi di Settevoci. Il varietà della domenica. Era il 1966. «Certo che vorrei», risponde Baudo. «Ma oggi su sette voci forse me ne mancherebbero sei», ride, di una voce un po’ arrochita, ma sempre la stessa, inconfondibile.

«Non esiste un tasto rewind», dice. «Magari ci fosse», aggiunge. «E allora che posso dire? A Grillo auguro di ritrovare il pubblico. Spero ci riesca. Davvero. E se sarà Sky a chiamarlo, come suggerito ieri dal Foglio, farà benissimo. Trent’anni fa io scoprii e lanciai un ragazzo intelligente, spiritoso, un comico naturale. Un po’ alla Govi, che era genovese come lui. E mi piaceva molto. Ma io questa trasformazione in politico, addirittura creatore di un movimento, non me la sarei aspettata. Grillo era uno di quelli, come Renato Rascel, che quando la gente lo incontrava per strada si metteva a ridere anche se non fiatava. Bastava guardarlo».

Successo non scontato

Esiste ancora quel pubblico? «Chissà». I suoi ultimi spettacoli sono andati male, la prima serata che l’anno scorso gli regalò il suo amico Carlo Freccero su Rai2 andò persino peggio del teatro: 4,34 per cento. Se Grillo uscisse dal bunker che succederebbe? Prima faceva ridere, oggi gli tirano le pietre? «Purtroppo gli è anche capitato di essere contestato in teatro, perché per via della politica ha dato origine a un cortocircuito». Di cui è stato vittima e artefice. «Allora adesso è comprensibile che voglia tornare indietro», dice Baudo. Ma potrebbe finirgli come Buffalo Bill nel film di Altman, prima cavalcava nelle praterie e poi è finito sotto il tendone del circo, immalinconito e senza più proiettili. Una trombetta al posto del revolver.

 

(Nella foto Pippo Baudo)